Nel mezzo del cammin

Nel mezzo del cammin… mi ritrovo già a metà gravidanza!

Sono passati quattro mesi e mezzo, ne rimangono altrettanti (salvo anticipi o ritardi indipendenti dalla mia volontà). Se ci penso mi sembra che sia passata un’eternità ed al tempo stesso che il tempo sia volato. In realtà l’impressione che ho, e che ho già espresso, è che il primo trimestre sia stato lunghissimo, mentre il secondo sta volando! Chissà cosa mi sembrerà quindi del tempo che rimane… perchè ora si entra nel vivo della questione: la morfologica giovedi’, poi l’appuntamento con l’ostetrica che mi seguirà, il corso di preparazione al parto, una riunione con la maternità a cui mi sono iscritta… e tutte le cose da comprare, i libri da leggere, le domande da fare e a cui trovare delle risposte!

Se faccio un bilancio di questa prima metà del percorso vedo dei momenti di gioia e di felicità, primo fra tutti quel lontano 29 giungno quando SuperS mi ha comunicato che ero finalmente incinta, poi il 15 luglio quando abbiamo sentito per la prima volta il cuoricino di Paciocco battere all’impazzata, infine il 3 settembre quando mi hanno detto che il bi-test per la trisomia 18 e 21 era negativo e tutto andava bene.

Pero’, ci sono stati anche momenti duri, di paura, di pessimismo, di preoccupazione. Perchè chi è reduce della PMA non dimentica la difficoltà del percorso, perchè quanto più si è desiderata una cosa con tutto il cuore e con tutta la propria forza tanto più grande è la paura di perderla. Sarà questa la spiegazione, sarà il fatto che io tendo sempre ad angosciarmi e preoccuparmi di mio, fatto sta che il periodo rose e fiori della gravidanza che in tante descrivono, per me si sta rivelando più duro del previsto. I giorni “buoni” si alternano con quelli “cattivi”, in cui vedo tutto nero e mi vengono in mente mille sfighe possibili. Non lo faccio proprio apposta, è più forte di me, in più gli ormoni danno man forte a questi miei sbalzi di umore che già di per sé sono naturali nel mio caso. Ho sempre avuto l’impressione che il mio inconscio ci goda proprio a trovarmi ogni giorno nuove preoccupazioni. Pensavo che una volta incinta, sarei stata la persona più felice della terra, che mi sarei goduta la gravidanza dall’inizio alla fine. Invece faccio fatica, come se avessi paura di essere felice, come se non avessi anche io il diritto ad avere quello che hanno la maggior parte delle altre donne. E cosi’ mi ritrovo sempre titubante, ad aggirarmi come un elefante in una cristalleria. Ma veramente posso permettermi di comprare degli abiti pre-maman, dei vestitini per neonato? Sul serio, sono io quella che entra nei negozi per bébé? Che legge libri di puericultura? Ho comprato anche un libro sulla gravidanza, spiegata mese per mese e settimana per settimana. Lo leggo man mano che il tempo avanza, non riesco a spingermi a leggere quello che accadrà nel futuro, nei prossimi mesi, perchè ho sempre paura di non arrivarci! Pensavo che dopo il primo trimestre, finita la minaccia di aborto, passato anche il bi-test che ha scongiurato il pericolo di sindrome di Down, sarei stata più tranquilla. Ed invece ora c’è lo spettro della morfologica che mi impaurisce, che mi propone scenari uno peggiore dell’altro: malformazioni al cervello, al cuore, mancanza di qualche organo… insomma la fiera degli orrori!

Domenica scorsa è stata una di quelle giornate nere da questo punto di vista, con pensieri catastrofici che mi hanno attanagliato per tutta la mattinata e buona parte del pomeriggio. In queste situazioni divento impossibile, odiosa, io per prima mi detesto, non so come fa MA a sopportarmi, ha veramente una pazienza infinita con me! Finchè una lunga passeggiata con lui, discutendo di tutte le mie ansie, e un gelato per risollevare il livello di zuccheri ed il morale, mi hanno permesso di riprendermi e la giornata si è conclusa molto meglio di come era iniziata. E per il momento è tutto passato, anche se conto le ore che mi separano dall’ecografia (esattamente 32 ore e 42 minuti!).

Per ora ho preso una decisione che mi dovrebbe permettere per lo meno di migliorare un po’ il mio umore: innanzitutto concedermi ogni settimana un momento solo per me, organizzando qualcosa che mi faccia piacere: per ora ho prenotato una volta al mese, per i prossimi tre mesi, un massaggio per donne incinta (quindi lo si fa in acqua!) in una SPA tra le migliori di Paris (complice il fatto di un rimborso monetario insperato che è arrivato proprio venerdi’ scorso e di un’offerta promozionale niente male della SPA in questione). In secondo luogo, ho deciso di chiudere le orecchie! Nel senso che non ho più intenzione di stare ad ascoltare opinioni di terzi che mi portino solo ad accrescere l’ansia che già ho di mio. Quindi basta, non voglio più ricevere nessun tipo di consiglio sulla gravidanza, sul parto, su come allevare il bimbo, non voglio sentire nessun racconto di sfighe capitate ad altri, nessuna narrazione raccapricciante di parti difficili o altro! Se la gente vuole farci le congratulazioni per la gravidanza sono bene accette, ma stop! Non diteci altro! Non me ne frega niente, non voglio ascoltarvi. Se faremo degli sbagli la responsabilità sarà solo nostra, se faremo bene le cose il merito sarà solo nostro! Se avro’ bisogno di chiedere qualcosa ve lo faro’ sapere, ma no grazie, niente consigli gratuiti! Penso che sia il solo modo per tutelare la mia salute mentale e per non continuare a farmi influenzare dagli altri ed è meglio mettere i paletti subito piuttosto che rischiare poi danni maggiori in futuro, soprattutto dopo la nascita di Paciocco.

Da oggi in poi sono ammesse solo frasi positive, viene bandito dalla mia vita tutto cio’ che ha una connotazione negativa. Largo all’ottimismo!

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domenica disintossicante: full immersion nella NATURA

Una cicogna sulla Tour Eiffel?

“Che fortuna che hai, vivi a Parigi!”

Me lo sono sentito dire un sacco di volte, praticamente da tutti quelli a cui dico dove abito. E anche io ci credevo, fino a qualche tempo fa, che fossi proprio fortunata di stare in questa città, d’altronde ho fatto di tutto per venire a vivere a Paris,  ve l’ho detto qui !

Solo che gli anni passano, la mente cambia, gli ardori giovanili sbolliscono e ti accorgi che stai invecchiando quando, invece di andare a farti un giro a Saint Germain des Prés o sugli Champs de Mars in mezzo a migliaia di turisti e Co., preferisci prendere l’auto e scappartene in campagna, nei boschi, fuori, lontano dalla città!

Arriva il momento in cui non ne puoi più del traffico, del rumore, di palazzi ovunque, del casino, della folla! Succede a tutti quelli che vivono qui a Parigi, o quasi a tutti. E’ una città che ti logora, ti stanca, ti offre tanto ma arrivi al punto che ti rendi conto che tu non vuoi più quello che ti offre, ma tutt’altro.

Io non voglio più teatri, cinema, bistrot, negozi, musei (anche se forse sono l’unica cosa che si salva), luci ovunque in ogni momento della giornata (qui è sempre chiaro, anche di notte, non si vede mai veramente il cielo stellato).

Io voglio il silenzio, la natura, viste sconfinate in cui lo sguardo non viene bloccato da nulla, il profumo dei fiori al posto dello smog delle auto, la solitudine al posto della folla.

E cosi recuperiamo nei fine settimana, andando nei parchi enormi che offre la città (Bois de Boulogne, Bois de Vincennes), oppure scappandocene proprio lontano.

Oggi siamo fuggiti a 100 km di distanza da casa, in un paesino che si chiama Provins, villaggio medievale patrimonio mondiale dell’Unesco, circondato da campagna a perdita d’occhio.

Siccome a noi non piace fare tanti km in auto, arrivare in un posto, farci due passi nel centro e sederci al ristorante, la nostra giornata si è articolata in modo molto diverso.

Arrivati al paese, abbiamo parcheggiato e già dal parcheggio si capiva che tutti i parigini avevano avuto la nostra stessa idea, erano tutti li! Quindi il nostro piano di seguire un lungo percorso trovato su internet in aperta campagna si è rivelato provvidenziale.

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Il nostro percorso inizia costeggiando le mura della città

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All’uscita del parcheggio abbiamo lasciato dietro di noi tutti i turisti e ci siamo incamminati su stradine in mezzo a campi di grano,  campi di spinaci, di papaveri, seguendo l’itinerario trovato su Internet. E’ stata un’idea fantastica, ci siamo goduti 17 km in mezzo al nulla, alla natura, al silenzio!

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Abbiamo sentito il ronzio delle api in un campo di fiori…

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Abbiamo goduto del sole, del cielo, delle nuvole…

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Abbiamo respirato a pieni polmoni aria pura

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Mi sono sentita cosi’ bene, felice, serena per la prima volta dopo tantissimo tempo, guardando avanti con fiducia, che presto le cose si risolveranno e anche noi potremo finalmente essere completi, una famiglia, in tre…

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Le nostre mani, insieme, verso il futuro ormai prossimo

E siccome camminare stanca (soprattutto se sono 17 km) e non viviamo solo di aria e di amore, avevamo anche lo zaino con i viveri! Couscous vegetariano, acqua, frutta per tutti! Altro che il cibo francese che ti scende nello stomaco come un piombo!

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Grazie MA per il pranzetto!

Solo dopo aver fatto il pieno di natura, di aria pura, di orizzonti sconfinati, ci siamo decisi a fare un giro nel centro di Provins. E ci siamo sentiti furbi come volpi ad aver pensato al percorso in campagna perchè il centro pullulava di turisti, casino, locali… insomma una succursale di Parigi! Che poi alla fine, carino si il villaggio medievale, ma semplicemente una trappola per turisti, gli edifici sembravano quasi finti, costruiti in stile medievale ma non veramente antichi, i borghimedievali italiani sono molto più suggestivi e veri!

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Dopo una sosta per una bibita fresca siamo ripartiti, felici, rigenerati…finchè non ci siamo ritrovati in coda sul peripherique (la tangenziale intorno a Paris)! Vi giuro, ad ogni ora del giorno (tranne la domenica mattina ma neanche sempre), della notte, sul periph c’è  sempre coda, sempre auto, sempre incolonnamenti! Ogni volta che prendiamo la tangenziale ho l’impressione di trovarmi nella scena del film “The Truman Show” in cui lui la mattina esce di casa, il quartiere è deserto e poi, sul segnale del regista nascosto, tutti gli attori si riversano in strada per recitare la loro parte di comparsa! Ecco, a me sembra esattamente cosi! Strade deserte quando esci di casa, arrivi sul peripherique e PAFF!! coda!

Vabbè, comunque niente di che, ce la siamo spassata cantando Battisti, Pino Daniele, Elisa! Viva l’Italia!

Questa giornata è stata una delle più spensierate degli ultimi tempi, nemmeno la vista della prima turista appanzata appena parcheggiata la macchina mi ha disturbato più di tanto. Spero solo di reggere altrettanto bene tra una settimana, se il test di venerdi risultasse negativo… non sono sicura che il mio ottimismo regga come oggi!