Saldi saldi saldi!

Qui a Parigi i saldi sono iniziati il 24 giugno e termineranno il 4 agosto. Mi sembra che il periodo sia più lungo del solito, sarà la crisi che spinge i commercianti a prolungare la cosa.

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Non sono una grande amante dei saldi, odio stare chiusa nei centri commerciali con una marea di gente impazzita che sgomita per accapparrarsi l’ultimo paio di scarpe numero 39 (si’, perchè a quanto pare il mio numero è proprio quello che non c’è mai nei negozi), che ti frega sotto gli occhi la maglietta che tu avevi addocchiato, ma da fessa ti sei lasciata prendere dal dubbio e ora è troppo tardi.

Oltre al fatto di non sopportare l’orda barbarica di assatanati nel periodo dei saldi, sia a me che a MA i centri commerciali fanno venire sonno: all’inizio giriamo per negozi tutti belli pimpanti e motivati, ma basta meno di mezzora per trasformaci in una specie di zombies, che trascinano i piedi e dagli gli occhi vacui. Non so come mai, forse perchè c’è solo luce artificiale e poi d’inverno è sicuramente il riscaldamento che è micidiale e ti rimbecillisce. O forse è semplicemente dovuto al fatto che nessuno di noi due è amante dello shopping, non è proprio un piacere, ma una vera necessità: quando ci accorgiamo che abbiamo bisogno di un paio di scarpe o di una giacca, allora ci facciamo coraggio e ci buttiamo nella ressa. Il nostro motto è: “rapido e indolore” e infatti tutti e due siamo sempre molto veloci nel prendere le nostre decisioni, evitando di sostare un’ora per scegliere un paio di scarpe o un vestito (per dire, anche per il vestito da sposa ho visitato un solo negozio e ho scelto da sola in mezzora, dopo aver provato quattro modelli).

Ieri pensavo di essere stata particolarmente furba: mercoledi’, tardo pomeriggio, 40°C fuori, ma chi vuoi che vada al centro commerciale? E cosi’, su questo lampo di genio dell’ultimo minuto, complice il fatto che MA era tornato prima dal lavoro e che eravamo euforici per gli esiti delle analisi, ci siamo lasciati trasportare dall’entusiasmo e abbiamo preso la macchina, direzione “La Vache Noire” (La Mucca Nera!), il centro commerciale vicino a casa, dal nome strano lo ammetto ma è il mio preferito, perchè è vicino e poi è l’unico che ha grandi vetrate sul tetto, per cui è più luminoso degli altri.

Un quarto d’ora per scegliere, comprare e pagare un paio di scarpe a testa, ottimo! Passiamo poi da HEMA, uno dei miei negozi preferiti, di origine olandese, che vende di tutto a prezzi eccezionali, dalla cartoleria ai dolci, alle cose per la casa. Anche qui efficacissimi, mi serviva un quaderno carino per tenere una sorta di diario della gravidanza.

Arriviamo tutti baldanzosi da H&M e qui casca l’asino, come sempre. Anche se il negozio sembrava poco affollato, la coda per i camerini era bella lunga, anche perchè i furboni avevano chiuso quelli per gli uomini e quindi eravamo tutti nella stessa fila! E tutta questa attesa per provare e comprare solo tre reggiseni!  Eh già, ne avevo proprio bisogno, il più grande cambiamento finora è nelle dimensioni del mio paraurti anteriore! Nonostante io viva qui da sei anni, di solito questo tipo di acquisti li rimando sempre ai rientri in Italia, perchè non mi piace il sistema di taglie che hanno qui e lo trovo complicato e prolisso. Cosi’ mi ci è voluto più di un quarto d’ora per decidere a naso che taglia prendere e una ventina di minuti per avere diritto ad un camerino! C’era gente che aveva da provare metà degli articoli del negozio! dai forza, ho solo un paio di reggitette io da provare!

Dopo la sosta da H&M ci è venuto il consueto abbiocco e ci siamo ritirati, direzione casetta.

Gli acquisti che mi mancano li rimandero’ prossimamente, quando mi sentiro’ abbastanza coraggiosa da ritornare in un centro commerciale, magari quando non ci sono 40°C fuori (ah si’ perchè al contrario degli USA dove ti mettono i condizionatori ovunque e a palla, qui anche nei centri commerciali non ci sono sempre, dipende se il negozio ha voglia di spendere soldi in bolletta dell’elettricità per la sopravvivenza dei dipendenti e dei clienti!). Tirchioni!

I buoni propositi: ricomincio da me

Una cicogna sulla Tour Eiffel?

Di solito le persone normali stilano una lista di buoni propositi per inaugurare il nuovo anno.

Io no (ed infatti non mi rientro tra la categoria “normale”), io i buoni propositi li ho fatti ieri sera, anzi a dire il vero li ho enunciati, quasi gridando, in maniera piuttosto isterica al povero MA, che rientrando dal lavoro mi ha chiesto come fosse andata la mia giornata!

Perchè rispondere a questa semplice domanda il giorno in cui scopri che ti sei illusa per l’ennesima volta, quando capisci che la sorte si fa veramente beffe di te, non è facile! Come vuoi che vada? Non lo so nemmeno io, sono stanca, depressa, disillusa, isterica, arrabbiata, con una gran voglia di urlare, di prendermela con qualcuno…ma con chi? Con SuperS perchè c’èogni mese non c’è niente  che vada per il verso giusto? con il mio corpo? con chi?

Quindi questo era il mio stato IERI, dopo una giornata di m… passata a piagnucolare da sola o al telefono con la mia povera mamma che ogni volta deve raccogliere i cocci di questa figlia problematica.

Già ieri sera pero’, dopo la domanda di MA, ho preso una decisione: ricomincio da me!

Vi spiego: in questi ultimi mesi, da quando MissPompa mi ha fatto credere che finalmente fosse questione di poco tempo per riuscire ad avere il nostro Paciocco tra noi, il mio pensiero si è focalizzato in maniera veramente ossessiva sulla cura, su ogni fase del percorso PMA: risultati degli esami del sangue, ecografie, la fase dell’ovulazione, poi quella successiva in attesa del test di gravidanza… l’aborto, le delusioni, la ripresa della cura ecc ecc. Ho sempre vissuto nell’attesa della fase successiva, sempre proiettata nel futuro, con un’ansia costante, che se da un lato mi ha spossato dall’altro mi ha dato la carica per andare avanti. Noi PMAmme siamo particolari, abbiamo una forza incredibile, che nemmeno noi sapevamo di avere prima di intraprendere questo percorso. Siamo delle battagliere, i colpi che riceviamo in questa lotta per dare la vita sono duri, tanti, inaspettati, ma anche se nel primo momento cadiamo, poi troviamo il coraggio di rialzarci, di riprovare, sapendo che dobbiamo ricominciare tutto daccapo.

Ecco, i miei ultimi mesi sono stati esattamente cosi, la mia testa era tutta nel progetto di Paciocco, al punto che ho messo da parte un sacco di cose: non mi sono più comprata nemmeno un vestito perchè, mi dicevo, chissà se poi lo potro’ mettere se resto incinta… Niente più scarpe col tacco, solo cose super piatte, perchè poi avrei affaticato  le gambe. Nessun progetto per le vacanze, a parte tornare in Italia dai miei ad agosto, perchè non si sa a che mese saro’ della gravidanza, se ci saranno controlli o altro, per cui non si puo’ rischiare di fare una prenotazione e perdere la caparra. Lavare tutta la frutta e la verdura con il bicarbonato, evitare i formaggi di latte crudo (e qui in Francia ce ne sono parecchi di quel genere)… insomma mamma inside già da mesi!

Ieri mi sono stancata! Ho sentito veramente che sono al limite della sopportazione ed ho capito che devo cambiare la situazione senno’ sclero di brutto!

Da qui il mio proposito per i  prossimi tempi: ricomincio da me! Cioè, in pratica, basta accantonare tutto in vista di una gravidanza che non sappiamo quando arriverà, ora vivo il presente, me lo godo, penso a me, a noi due, approfittando di ogni attimo insieme, qui, ora! Non voglio più passare i giorni a controllare se il reggiseno mi tira perchè mi si è gonfiato il seno, fare attenzione se ho dei dolori al basso ventre, alla schiena, contare i giorni che mancano all’ovulazione e programmare i “compiti” con MA, ricominciare poi a contare i giorni per il test di gravidanza! STOP! Non voglio più vivere cosi’, non voglio più discutere tra noi: “Ma secondo te ce la facciamo questa volta?”, non voglio più parlarne sempre con i miei genitori, con i miei suoceri, con le mie amiche… Preciso, non sono in una fase di rifiuto o negazione, assolutamente no! Sono in una fase di riprogrammazione, in cui voglio che i discorsi, le chiacchere, i giorni vertano non solo su quello! Affrontare in maniera diversa le cose, ecco…

E siccome quando mi viene un’ idea in testa vado avanti tipo carroarmato, il mio progetto è iniziato da subito, da stamattina!  Quale occasione migliore di un giorno intero libero tutto per me?

E cosi ho iniziato la giornata facendo la mia sessione quotidiana di cyclette ellittica (acquistata un anno fa, una scelta che ci ha cambiato la vita, addio palestre affollate e sportivi sudati e puzzolenti!) guardando la mia serie del momento su Netflix, e sentendo che mi stavo sfogando veramente, muovendomi senza più paura di fare del male a qualcuno li’ dentro!

Fase due: pomeriggio all’aria aperta e al sole, con un vestito estivo finalmente, passeggiando in direzione del parrucchiere e poi del mio centro commerciale preferito, dove mi sono comperata:

un paio di ballerine

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 due paia di pantaloni e un vestitino

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Last, but not least piccolo passaggio al supermercato per soddisfare anche la mia solita golosità  con una tavoletta di cioccolato ed un barattolo di Confiture de Lait. Piccola spiegazione: la confiture de lait è una crema dolce, che si usa spalmata sul pane o sulle crepes o in accompagnamento al gelato o nei dolci, è l’equivalente di quello che in Spagna si chiama Dulce de Leche. E’ una cosa fantastica e molto facile da fare (qui di seguito la ricetta!).

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CONFITURE DE LAIT (attenzione dà dipendenza!)

  • Prendere una pentola capiente e a bordi alti, riempirla d’acqua e metterci dentro una lattina perfettamente ancora chiusa di latte condensato.
  • Fare in modo che sia immersa completamente da un bel po’ d’acqua.
  • Accendere il fuoco e lasciare cuocere per 2 ore – 2 ore e mezza avendo cura in questo tempo di controllare che la lattina sia sempre completamente immersa, per cui eventualmente aggiungere acqua.
  • Togliere la lattina dalla pentola, lasciarla raffreddare e poi aprirla.
  • Consumare con moderazione se ci riuscite!

E per finire stasera ho preparato una torta salata: pasta fillo con melanzane, ricotta, pomodorini, origano, basilico fresco. Da accompagnare con un po’ di gazpacho, il nostro piatto estivo preferito.

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Ammetto che sono soddisfatta di aver cercato di deviare il pensiero verso altri lidi (special thanks to credit card!), spero solo di riuscire a tenere botta e non soccombere alle solite scene pericolose che mi si parano davanti in vari momenti della giornata senza preavviso (vedi mamme con marmocchi a spasso, appanzate, annunci di amiche miracolate su FB…)!