Vita da mamma di 18 mesi

A volte ritorno su questo mio pover blog abbandonato a se stesso, che gira sul web senza più cure da parte dell’autrice.

Mi sembra di vivere in una strana dimensione: i primi 10 mesi di vita da mamma sono stati eterni, lunghissimi, noiosi, deprimenti, solitari; poi il tempo ha subito un’accelerazione improvvisa ed io che mi ero abituata a viaggiare in seconda mi sono ritrovata a correre in quinta!

E cosi’ ora mi ritrovo qui a scrivere con accanto una Paciocca di 18 mesi, che parlotta a modo suo, che cammina, che gira per casa mettendo tutto a soqquadro, che mi fa sciogliere ogni volta che mi corre incontro tendendo le braccia per essere coccolata…

La vita da mamma che mi aspettavo, che avevo immaginato fin dall’inizio del nostro percorso di ricerca, è questa. L’amore puro, disinteressato, incredibile che sognavo, lo sto finalmente provando.

Ci sono voluti mesi per arrivare a questo momento, per poter realmente assaporare la maternità.

Non mi è piaciuto “diventare mamma”, lo devo ammettere. Ma adoro “essere mamma”.

Non so se chi mi legge ha figli, se li desidera, se li sta aspettando in questo momento.Voglio solo dirvi che la maternità inizialmente ti lascia un amaro in bocca difficile da accettare. Ma la felicità vera, quella che ti aspettavi da tuo figlio, arriva, sempre.

E ti ritrovi cosi’ la mattina a svegliarti presto per riuscire a fare colazione in tranquillità, ma aspettando al tempo stesso con trepidazione il momento del “risveglio del guerriero”, per sentire le sue manine paffutelle sul tuo viso, per sentirti chiamare “mamma” da una voce assonnata.

Passi le tue mattinate tra parco, passeggiata e piccole commissioni,  spingendo un passeggino in cui la principessina se ne sta spaparanzata in pose poco nobili (“Paciocca, sembri un’invertebrata, tirati su, chiudi quelle gambe!”) e sgranocchia nel mentre un pezzettino di pane riempiendosi di briciole e finendo per lanciare i rimasugli ai “CIPPA” (leggi “uccellini”).

Arriva poi il momento del pranzo, in cui cerchi di preparare la tavola e da mangiare senza mai perdere di vista la polpetta, che nel frattempo scorazza per casa aprendo tutti i cassetti che trova nel suo percorso (non chiederti perchè la limetta per le unghie sia quindi dul pavimento della stanza da letto e l’imbuto in salotto, il telecomando introvabile ed il telefono con le suonerie modificate). Durante il pranzo tenti di infilarti in bocca qualche boccone ormai tiepido, mentre il tuo piccolo commensale si tocca la faccia con le mani appiccicose e sfoggia una nuova acconciatura all’ultima moda, con fusilli al sugo tra i capelli.

Ringrazi il cielo che arriva il momento del sonnellino pomeridiano, in cui prevedi di cazzeggiare su Facebook (o scrivere un post sul blog) ed invece ti addormenti pure tu, bocca semiaperta e bavetta lumacosa che ti scende dall’angolo della bocca.

E quando la pupa ha ricaricato le pile (mentre tu vorresti ancora dormire), eccola pronta a riprendere le sue attività tutta eccitata! “Fermati, aspetta, metti le scarpe, non puoi uscire scalza! Devo finire di prepararmi” sono le classiche frasi pronunciate da una mamma ancora mezzo rintronata e che deve in poco tempo cambiare il pannolino alla bimba, pettinarsi il cespuglio che ha in testa, preparare la merenda (non solo per la picola belva, anche per sè!), mettere tutto il necessario nella borsa, inseguire la peste che ora torna in camera a giocare e non sembra più voler uscire, infilarsi le scarpe tenendo in braccio la polpetta da 11 kg abbondanti ed uscire senza dimenticare le chiavi. E via di nuovo, in bici o a piedi a seconda dell’ispirazione, la meta decisa dalla principessa a suono di “Qua qua” o “Là là” per indicarti la direzione da prendere. E dopo averla rincorsa al parco, dato l’erba alle pecore (si’, nel parco ci sono pure le pecore, dentro un recinto ovviamente, per proteggerle dai bambini!), aver recuperato da terra sassolini e legnetti pieni di fascino, rientri a casa, con il pensiero-sollievo che a quell’ora dovrebbe essere arrivato pure il signor-padre.

E appena apri la porta di casa lanci un urlo di richiamo acciocchè il tuo consorte accorra a liberarti le braccia dal peso leggiadro della prole, mentre con tutta la grazia del mondo ti catapulti in cucina per preparare il desinare!

E quando, dopo una cena tutt’altro che tranquilla, tutti han la pancia piena (ed il solito qualcuno pure i capelli ed altre zone insospettate) ecco che ci si avvia al magnifico momento del bagnetto (che ora è diventato una doccia, accompagnata da urla nel momento dello shampoo ovviamente) e della nanna. Mentre il papino si dedica a queste attività, la mamma si occupa di sparecchiare il desco e sistemare la cucina, a suon di musica (attualmente in testa alla hit parade c’è Samuele Bersani, che mette sempre di buon umore). Dopo un tempo variabile tra i 45 ed i 60 minuti (la principessa ha allungato i tempi di addormentamento, ha troppe cose da pensare e da fare per riposare, lei), dopo innumerevoli canzoncine e lettura di libretti, ecco riapparire il signor-padre, con gli occhi strabuzzati per la fatica di calmare la piccola anguilla, che si gira e rigira nel letto in continuazione prima di crollare.

A questo punto inizia la serata “per adulti”: una puntata della tua serie del momento (Netflix, grazie di esistere!), una coppetta di gelato e un pezzo di cioccolato (continuo ad allattare eh!), uno sgaurdo al tuo amato FB ed è già ora di andare a letto. Letto che nel corso della notte riceverà varie visite della polpetta, finchè ti ritroverai a dormire sul ciglio e il papà dovrà ripararsi dai calci notturni.

Questa è la giornata da mamma attualmente, come sono le vostre?

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