Mamma… per poco…

Una cicogna sulla Tour Eiffel?

Riprendo il racconto da quel 2 marzo 2015, sesto giorno di ciclo, in cui ho messo la pompa LHRH. Dopo una settimana, il 10 marzo, primo controllo da SuperS: gli esami del sangue dicono che i livelli ormonali sono finalmente a postissimo e all’ecografia sembra che io stia per ovulare! Fantastico! Non riesco a crederci, una sola settimana di pompa e abbiamo superato tutti i problemi che gli altri trattamenti non hanno potuto risolvere in mesi e mesi! Mi commuovo e non sto nella pelle! Chiamo Ma, gli dico che è il momento buono e che si sbrighi a tornare a casa dal lavoro quella sera. Da quel giorno inizia l’attesa e incrociamo tutte le dita, anche quelle dei piedi perchè finalmente stavolta possa essere la buona! Io comincio ad ascoltare quello che mi dice il mio corpo e cercare sintomi di gravidanza, guardo su internet, cerco di capire se mi sta succedendo qualcosa di simile a quanto descritto, alcuni dicono che i sintomi prima di due o tre settimane non si manifestano… boh! a me sembra che sul mio davanti ci siano grandi cambiamenti invece nella parte alta! Io che mi lamento sempre di “essere scarsa” ho i reggiseni che mi stritolano e in alcuni momenti sento anche delle fitte che non ho mai provato prima al petto! A volte ho cosi male che non riesco nemmeno a farmi la doccia per la sensibilità al seno che provo. Tutto questo mi manda su di giri, non riesco a resistere ancora a lungo, devo fare assolutamente un test di gravidanza non appena possibile! E cosi, allo scoccare del XIV giorno, alle 5:40 di mattina me ne vado in bagno a fare il famoso test…  si, alle 5:40, perchè non riesco più a resistere alla curiosità! In quei 3 minuti di attesa della comparsa del risultato sullo stick il mio cuore batte a mille, trattengo il respiro, ho l’impressione di avere le vertigini. E poi compare…compare la parola magica, tanto attesa ma anche inaspettata: “INCINTA 1-2 settimane”. Piango, piango di gioia, di incredulità, di mille emozioni tutte insieme. Il mio urlo richiama subito Ma, ci abbracciamo, non ci crediamo, ci chiediamo: “Sarà vero?”, alle 6 di mattina cerchiamo su internet “falsi positivi” per essere sicuri di non illuderci per niente. Ci rimettiamo a letto ma chi si addormenta più ormai? Provo un’eccitazione nuova, indescrivibile. Conto i minuti che mi separano dall’apertura del laboratorio di analisi, devo assolutamente andare a fare le analisi per essere sicura, per sapere che la mia gioia è vera e non effimera. Alle 7:30 siamo i primi pazienti, faccio il prelievo e passo il resto della giornata ad aspettare il risultato, con mille emozioni dentro di me. Alle 16:30 mi chiama SuperS, ha appena ricevuto il fax del lab, beta HCG a 21! Sono incinta, è confermato. Valore basso ma probabilmente perchè ho fatto il test molto precocemente, SuperS dice di farne un secondo tre giorni dopo per controllare che il tasso evolva bene. Passiamo due giorni su una nuvoletta, pensando a un sacco di cose, telefonando alle nostre famiglie perchè non riusciamo a resistere tre mesi per dare questa notizia! Venerdi 27 marzo seconda analisi del sangue, beta HCG a 39. Campanello d’allarme, non cresce come atteso, chiamo SuperS, mi dice al telefono, senza molto tatto, che ci sono due possibilità: i valori cosi bassi potrebbero non essere ben discriminati dal test e quindi il valore potrebbe anche essere 50 o 60 in realtà, oppure si tratta di una gravidanza non evolutiva. Succede nel 20% delle gravidanze, in questi casi si aspetta che avvenga un micro aborto e poi si ricominica la cura. Facile, no? NO! Non è facile! Non è facile ricevere una notizia del genere per telefono! Faro’ pure parte del 20% di queste donne, saro’ 1 di 5 che non riescono a portare a termine il loro sogno appena iniziato… saro’ una cifra in un campione per i medici, ma per me è una mazzata, un colpo che mi toglie il fiato, che mi costringe a rientrare a casa quel pomeriggio senza forze, trascinandomi fino al divano dove passo il resto della giornata piangendo tutte le lacrime, incapace di reagire. Sembrano le solite frasi trite e ritrite, non sono poi cosi originale, ma è impossibile descrivere questo dolore, spiegare cosa si prova a qualcuno che non ha passato la stessa esperienza. Passiamo un fine settimana orribile, in più piove e io sono metereopatica e la cosa non aiuta l’umore. Provo una difficoltà immensa a fare tutte le cose del nostro quotidiano, mi sembra che tutto sia senza senso, non riesco a reagire, mi dico che non potro’ più affrontare un’altra gravidanza per la paura di riprovare un dolore simile. E provo rabbia, tanta rabbia. perchè proprio a noi? Non bastano i problemi di infertilità da risolvere? Non bastano tutti i problemi di salute che hanno dovuto affrontare i miei genitori nell’ultimo anno? Anche questa mazzata doveva venire a completare l’opera? Perchè ci sono donne che non appena le tocchi rimangono incinta? Perchè la famiglia che incontro per strada ha tre figli e io nemmeno uno? Smettela di avere figli, voi donne che incrociate il mio cammino! Smettete di occupare quei 4 posti su 5 della statistica, lasciando a me il posto numero 1 della sfigata che non porta a termine la gravidanza! Smettetela di camminare cosi tronfie con i vostri pancioni, con le carrozzine, accarezzandovi la pancia con un sorriso ebete ed insopportabile sulla faccia! Ma voi lo sapete che fortuna avete? Lo sapete che esiste un 20% che piange nello stesso momento in cui voi ridete? E voi mamme che vi lamentate dei vostri bambini iperattivi e capricciosi, che li sgridate perchè hanno macchiato la maglietta di cioccolato, voi che diritto avete di parlare? Lo sapete voi quanta voglia avrei io di affrontare gli stessi problemi? E invece no, non posso, quando rientro a casa siamo in due, ceniamo in due e ci svegliamo in due, aspettando, aspettando, aspettando che un miracolo si produca…

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