La nounou

In Francia la tata viene chiamata “nourrice” e da qui si passa al termine più comune “nounou” che per i bimbi è più facile da pronunciare.

I “modes de garde”, ovvero le varie alternative che i genitori hanno a disposizione per affidare a qualcuno la cura del loro bambino, sono svariati qui.

Per i bambini al di sotto dei 3 anni esistono gli asili nido (crèches) pubblici, in cui per entrare devi portare un cero alla Madonna e prenotarti un posto non appena sei uscita dal bagno con il test di gravidanza in mano positivo! Se le tue preghiere votive non hanno funzionato o tu sei un po’ un bradipo e non ti sei svegliata per tempo per correre a prenotare il nido, allora puoi pensare di vendere un rene e cercare piuttosto un nido privato. Se ti senti particolarmente disponibile e coraggiosa, potresti rivolgerti anche ad una “crèche parentale”, un nido organizzato da una banda di audaci genitori, che si alternano nella gestione delle giornate, dando la loro disponibilità per almeno qualche ora a settimana. Questo ha il vantaggio di non pesare troppo sulle spese mensili familiari, ma richiede una buona dose di tempo e di energie.

Se volete scartare il nido per vari motivi (tra cui i più validi sono le varie epidemie che girano ogni anno tra i bambini, che oltre a giochi e figurine si scambiano anche virus e batteri di ogni genere, prediligendo in particolare quelli delle gastroenteriti che qui in Francia vanno molto di moda!), allora potete cercare una tata appunto. La nounou puo’ venire a casa vostra o occuparsi di vostro figlio al suo domicilio. Parliamo intanto del primo caso, ossia di una persona che venga a casa vostra. Per la ricerca di questa Mary Poppins potete farlo voi direttamente mettendo annunci in giro per il quartiere o su internet, oppure alleviare la vostra fatica affidandovi a delle agenzie specializzate, che dopo aver compilato un elenco dettagliato delle vostre esigenze, vi proporranno delle potenziali candidate con cui potrete concordare un appuntamento e avere un colloquio. Naturalmente queste agenzie spesso richiedono spese di iscrizione non proprio banali e le loro tariffe sono più elevate di quelle che potreste trovare da voi. Il vantaggio è che si occupano del contratto in regolae di tutte le scartoffie collegate e che in questo modo la famiglia,  con un contratto vero e proprio, puo’ beneficiare di aiuti statali quali la CAF e il 50% delle spese viene detotto dalle tasse. Questo è un buon modo per spronare la gente a mettere in regola le persone che lavorano  a domicilio, evitando il lavoro in nero.

Infine, come accennato prima, c’è la possibilità di trovare una nounou, che si occupi del vostro angioletto a casa sua e molto spesso tiene contemporaneamente anche altri bimbi, per un totale di 4 al massimo. Queste nounous hanno seguito un corso statale di 60 ore per avere l’abilitazione e sono soggette a controlli in teoria molto stretti (in pratica non so quanto lo siano), che hanno lo scopo di verificare che la loro abitazione sia adatta ad ospitare dei bimbi cosi’ piccoli. Le tariffe di queste nounous, che vengono chiamate “assistantes maternelles”, sono abbastanza vantaggiose, si va dai 2 ai 5 euro all’ora, ottenendo sempre gli aiuti statali della CAF  e della deduzione dalle tasse del 50%.

Tutto questo preambolo per dirvi cosa?

Che anche Paciocca ha la sua nounou, da febbraio scorso, quando ha compiuto un anno. Quando ero incinta, mi ero ripromessa che mi sarei occupata io di lei fino a quando non avrebbe iniziato la scuola materna. Non lavorando, avrei avuto il tempo e la fortuna di poter seguire personalmente la crescita ed i progressi di mia figlia e mi sembrava la cosa più bella del mondo. Poi ho cambiato idea. Ho capito che la vita con un bébé 24h/24, 7 giorni su 7, è micidiale. Soprattutto i primi mesi, che sembrano non passare mai, e durante i quali la mancanza di sonno peggiora le cose. Poi i giorni, man mano che i bimbi crescono, diventano frenetici, le mamme devono correre da mattina a sera per stare dietro a questi esserini pieni di esigenze e di energie. E non ce la facevo semplicemente più, soprattutto perchè Paciocca è una bimba ad alto contatto, che ha sempre avuto bisogno della mia vicinanza e della mia rassicurazione, il che rendeva ( e tuttora rende) difficile fare qualsiasi cosa in casa quando c’è lei. Stare in braccio, dormire accanto a me sia di notte che di giorno, il rifiuto della sdraietta fin dalla nascita, non hanno reso la vita quotidiana facile. E se non fosse per quelle ore che passa dalla sua nounou, io sarei già impazzita.

E’ stato duro ammettere di non farcela da sola e di aver bisogno di aiuto, pur non lavorando, e tuttora,  quando amici e conoscenti apprendono che la bimba va qualche ora al giorno dalla tata, mi sento giudicata negativamente e mi sembra di dovermi giustificare con gli altri sul perchè di questa scelta. E’ vero, non ho un lavoro fuori casa, ma già cosi’ le giornate sono piene e nelle ore in cui Paciocca non c’è ne approfitto per fare tutte quelle cose che la sua presenza rende complicate: commissioni, pulizie quotidiane, cucinare, stirare… raramente mi resta il tempo per riposarmi un attimo, quasi sempre mi trovo a pranzare di corsa e ripartire per andarla a prendere. Non vado a farmi la manucure, non sto spaparanzata sul divano con le gambe alzate leggendo una rivista. Non sono una scansafatiche, insomma, eppure mi sembra sempre di dover rendere conto agli altri del perchè ho bisogno di un aiuto esterno con mia figlia. Come si fa a spiegare ad una persona, che non l’ha mai vissuto direttamente, che il primo anno di vita a due con Paciocca facevo fatica anche ad andare a fare pipi’ e che il fatto di dover pranzare era diventato un’onere più che un piacere, perchè spesso non voleva stare da nessun’altra parte se non in braccio a me e che dovevo ingozzarmi in pochi minuti perchè comunque si scocciava a stare ferma?

Sinceramente, la nostra nounou mi ha salvato la vita e mi ha fatto rinascere. Anche se in quelle ore non faccio nulla di particolarmente divertente, già il fatto di ritrovarmi un po’ da sola e di non dover sempre controllare una trottolina che gira per casa aprendo cassetti e facendo un macello, già questo mi fa stare più tranquilla.

La ricerca della nostra Mary Poppins è stata lunga e travagliata, ne abbiamo cambiate due prima di trovare quella giusta, quando ormai stavo per disperare. L’adattamento di Paciocca è stato lungo e travagliato, il distacco da me è stato difficile e ci sono voluti mesi perchè io uscissi da quella casa senza udire il suo pianto. Ma so che è stata la scelta giusta, non solo per me. Da quando frequenta la tata, si è aperta di più agli altri, ha smesso di piangere di fronte agli estranei, frequenta la ludoteca con piacere, ha iniziato a mangiare un po’ di più senza dover sempre rifugiarsi nella mia tetta. Le sue giornate sono più varie, perchè ha una persona che ogni giorno le organizza attività apposta per lei, che puo’ dedicarle tutta l’attenzione di cui ha bisogno. Spesso quando vado a prenderla al pomeriggio, la trovo intenta in qualche gioco che interrompe a malincuore. E la vedo serena e sorridente. E lo sono più spesso anche io.

Devo solo smettere di sentirmi in colpa e giudicata. Sono una mamma che ha bisogno di aiuto, e allora?

 

 

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2 pensieri su “La nounou

  1. Probabilmente il fatto di ritrovarti da sola a gestire la bambina ti ha mandato in crisi, giustamente. La gente giudica sempre, quindi non badarci. Crescere con la mamma è bello, ma cambiare ambienti e punti di riferimento anche. Quando andrà alla scuola dell’infanzia non subirà il trauma del distacco perchè ha già avuto l’opportunità di capire che la mamma va e poi torna. Ritagliarsi del tempo per sè stesse è importante.
    Io non ho avuto questa possibilità perchè ho sempre lavorato sin da subito tenendo i bambini con me, quindi han dovuto capire che la mamma doveva lavorare e non poteva dar loro retta più di tanto. Non avevo alternativa. Mi son persa un sacco di cose.

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