Wonderwoman…e la sua fine…

Dopo gli acciacchi e la stanchezza del primo trimestre, passata al quarto mese mi sono sentita mooolto meglio ed all’entrata nel quinto mese ancora di più. Mi sembra di avere un sacco di energie, io che già di mio in periodi normali ne ho parecchie, ora mi sento una specie di Wonderwoman!

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E cosi’ da un paio di settimane ci ho dato dentro con varie cose da fare in casa, più il lavoro il pomeriggio, ma mi sentivo bene nonostante tutto, magari un po’ di mal di schiena la sera ma niente di più (poi comunque il patto è che dopo le 19 si occupa di tutto MA quando rientra dal lavoro).

Da sabato qui in Francia sono cominciate le vacanze scolastiche, perchè dovete sapere che qui gli studenti sono dei principini e dopo 7 settimane di scuola hanno 2 settimane di vacanza. Per ritemprarsi dopo le lunghe fatiche di ben 35 giorni di scuola (tenete presente che non vanno a scuola il sabato e la domenica e fino alla fine delle elementari il mercoledi’ i bambini fanno solo tre ore di scuola per “spezzare la settimana”!).

Dicevo quindi, sono iniziate le vacanze scolastiche autunnali, io, come i bambini, sono quindi in vacanza e cosa mai puo’ venirmi in mente per inaugurare la prima settimana di libertà? Siccome non sono normale, ormai lo so, invece di andarmi a fare un massaggio o una seduta di manucure, ne ho approfittato per passare la mattinata in casa a fare un sacco di cose arretrate, sfruttando i miei super poteri di Wonderwoman! E cosi’ tra aspirapolvere, vaporella, lavatrici a gogo, impastare il pain brioché per la colazione del giorno dopo, se ne passa tutta la mattinata e metà del pomeriggio del mio lunedi’ di festa. Poi, giusto perchè non mi è stato sufficiente, sono uscita per alcune commissioni in farmacia e ne ho approfittato per ossigenarmi un poco facendo una passeggiata al parco.

Cammina cammina, ho iniziato a sentire qualche dolorino alla pancia, come dei piccoli crampetti. Siccome il senso di colpa che abita in me è sempre pronto a balzare fuori non appena ne ha l’occasione, ecco che mi hanno assalito mille paure e paranoie, ho iniziato a fare attenzione a questi dolorini, facevo un passo e mi mettevo in ascolto di cosa accadeva li’ in basso… finchè mi ha travolto come una valanga la paura, ho subito mandato un messaggio di SOS a SuperS, chiedendole un appuntamento per oggi. Me ne ha fissato uno per oggi pomeriggio alle 17 e mi ha detto nel frattempo di riposarmi e di prendere 2 pastiglie di antispastico per tre volte al giorno (ma andiamo di medicine, qui in Francia ci vanno pesante con i farmaci!).

Fine di Wonderwoman, sostituita da una banale me stessa confinata sul divano, a perdere tempo davanti al computer… i crampi si fanno sentire qui e là, non sono forti, ma sufficienti per avermi spaventato e rimesso in riga. A parte le tazze della colazione e una lavatrice avviata, la mia mattina è completamente inattiva. Fino alle 17 di oggi per lo meno. Sono abbastanza sicura che sia solo un falso allarme, a quanto pare dal quinto mese ci sono delle piccole contrazioni perchè l’inquilino li’ dentro si allarga sempre di più e fa pressione sugli organi circostanti. Ma un piccolo richiamo per dirmi che magari non è più l’epoca di Wonderwoman ci voleva. Io purtroppo capisco le cose solo quando arrivo al limite, dopo aver tirato troppo la corda.

E cosi’ mi sa che i miei superprogrammi per i prossimi giorni, tra cui varie acrobazie culinarie in onore dei suoceri, saranno cancellate e ci accontenteremo tutti di pasta al pomodoro o bistecche! Per fortuna ho il mio amico Poldo che si occupa dei pavimenti di casa, un marito che fa il resto e poi cerchero’ di diminuire le mie pretese di ordine e pulizia per i prossimi giorni.

Gli aggiornamenti sulla situazione arriveranno con il bollettino medico delle 17, insieme ai soliti commenti di SuperS che di sicuro mi prenderà per la solita allarmista, ma chi se ne frega?

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Un nuovo amico

Si chiama Poldo, è piccolo, se ne gironzola per casa, siamo diventati subito amici…

Di cosa sto parlando, secondo voi?

No, non ho adottato un animale domestico, risposta sbagliata! Anche perchè con Paciocco in arrivo penso che avro’ già abbastanza da fare senza aggiungere cani o gatti.

Abbiamo comprato un robot aspirapolvere! Lo abbiamo battezzato Poldo perchè a casa nostra diversi oggetti hanno un nome, a partire dall’automobile (Beppa), al termosifone portatile (Gioffredo), fino all’aspirapolvere appunto!

Ne avevamo iniziato a parlare tornati dalle vacanze, eravamo un po’ in dubbio perchè ovviamente i modelli migliori e più efficienti costano parecchio, quindi si trattava di riflettere bene prima di fare un tale investimento. L’arrivo di Paciocco, la scocciatura delle pulizie quotidiane, il mal di schiena che mi accompagna ormai ogni giorno ed il bisogno di riposare un po’ di più ci hanno convinti a fare l’acquisto. Siccome a casa nostra quando decidiamo di comprare qualcosa ci informiamo il più possibile sulle caratteristiche del prodotto in questione e passiamo intere serate su internet per vagliare tutte le possibilità, alla fine ci siamo decisi per una marca di cui conosciamo bene la nomea e che ci ispirava fiducia. Non per fare pubblicità sul mio blog, ma anche questa volta Vorwek non ci ha deluso! Se dobbiamo comprare un elettrodomestico la nostra filosofia è questa: tanto vale fare un investimento e scegliere il migliore, piuttosto che risparmiare qualche centinaio di euro e trovarsi poi con una cosa che non funziona. Lo abbiamo testato sulla nostra pelle varie volte e da un po’ di anni abbiamo capito che non era la strategia giusta. Se si tratta di qualcosa che si usa quotidianamente, come la lavatrice, l’aspirapolvere ecc, meglio non fare come Zio Paperone.

Poldo è arrivato giovedi sera a casa nostra ed è stato subito messo all’opera, con grande soddisfazione mia, di MA e della mia schiena soprattutto! E’ incredibile come evolva la tecnologia: è dotato di una telecamera e di sensori che gli permettono di compiere percorsi precisi, evitando gli ostacoli in modo perfetto. Se si scarica prima di aver finito il lavoro, si va da solo a ricaricare sulla sua “casetta” e poi quando ha finito di mangiare corrente elettrica riparte per finire i punti mancanti. Un genio!

In questo periodo stiamo pianificando tutta una serie di strategie che ci permettano da subito di risparmiare tempo, perchè sappiamo già che tra meno di sei mesi ogni minuto sarà prezioso e meglio dedicarlo a cose più importanti che le faccende domestiche. Quindi “benvenuto Poldo”! 🙂

Il marito in cucina

Nella nostra coppia, fin dall’inizio, abbiamo sempre ripartito in maniera equa i compiti in casa. A questo proposito siamo sempre stati d’accordo fin dall’inizio e ci sembra anche ovvio che debba essere cosi’. Devo ringraziare mia suocera se ha educato cosi’ bene MA e lo apprezzo tanto di più se penso a come mio papà e mio suocero facciano poco o nulla in casa, lasciando la maggior parte delle incombenze alle mogli.

All’interno della nostra ripartizione dei compiti, teniamo conto delle preferenze di ciascuno dei due: a me non dispiace stirare, mentre MA lo odia ed è abbastanza lento, per cui sono io che me ne occupo. A me non piace andare a gettare le immondizie e pulire il bagno (lo ammetto, sono schizzinosa) e questo lo fa il marito, senza batter ciglio. Io sono quella che di solito si occupa di mettere a posto i vestiti e la biancheria (dopo anni ancora MA non ha imparato dove vanno le mie cose, tipo calze, calzini e gambaletti, che per lui sono la stessa cosa), mentre a lui lascio la gestione di tutte le carte e scartoffie amministrative di cui non capisco nulla e che mi fanno innervosire, senza contare che io rischio di perdere tutto!

Per quanto riguarda le pulizie in casa cerchiamo sempre di farle insieme la domenica mattina, a parte nei due anni e mezzo in cui io lavoravo anche i week-end e in cui se ne occupava lui da solo, poverino! Ora per fortuna abbiamo una signora molto brava a cui abbiamo affidato l’incarico, in previsione della nascita di Paciocco e delle mie limitate capacità di fare sforzi in questo periodo.

Infine, per quanto riguarda il lato culinario, a tutti e due piace cucinare e la decisione di chi prepara la cena dipende dagli impegni della giornata di ciascuno di noi. Quando lavoravo in pasticceria e tornavo a casa tardi, non prima delle 21, era sempre MA che si occupava della cena, anche se magari io preparavo in anticipo il condimento della pasta. Negli utlimi tempi, dopo che ho lasciato il lavoro, posso finalmente dedicarmi più tranquillamente alla cucina. Anche per l’aspetto culinario, ognuno di noi ha le sue preferenze e specialità: a me piace preparare i dolci, i risotti ed i primi in generale, mentre MA è specializzato in omelettes, verdure grigliate (“alla scapece”, cioè condite con menta, olio e aceto balsamico), orata all’acquapazza (con pomodoro e patate, grazie all’aiuto fondamentale del Bimbi), pasta con i broccoli, bistecche e pollo al forno. Io in generale non amo molto la carne ed il pesce, per cui evito di maneggiarli crudi perchè mi disgustano proprio e se ne occupa MA. E’ anche l’addetto alla cottura delle verdure con la pentola a pressione, perchè, devo ammetterlo, io ho paura di quell’aggeggio. Pur sapendo che è sicuro e tutto, il fischio che emette mi da’ ansia, ho sempre l’impressione che sia li’ li’ per esplodere e quindi preferisco non usarla. Se devo cuocere le patate o altre verdure uso le pentole normali, accettando tempi di cottura più lunghi.

Ieri MA mi ha stupito con una ricetta fantastica, di cui avevo sempre sentito parlare ma non avevo ancora avuto la possibilità di assaggiare. Si tratta delle “pitticelle”, delle polpette di melanzane, un piatto calabrese che mia suocera prepara spesso in estate. Il procedimento è semplice, giusto un po’ lungo, ma il risultato ne vale ampiamente la pena! Quindi vi riporto qui di seguito la ricetta e vi invito a provarle perchè ne vale la pena e, se avete bimbi che non amano le verdure, questa puo’ essere un’ottima alternativa per proporre loro un pieno di vitamine senza che se ne accorgano. Devo specificare che la ricetta tradizionale prevede che le polpette siano fritte (ehh stiamo parlando di un piatto calabrese, non vi aspetterete mica qualcosa di troppo leggero, no?), ma siccome per fortuna mia suocera ha tramandato a MA l’amore per una cucina sana e più leggera, la sua versione prevede una cottura al forno con un condimento a base di passata di pomodoro.

Ecco qui, dunque, le dosi che ha utilizzato MA ieri:

PITTICELLE (polpette di melanzane)

PER 20 poltette di medie dimensioni:

2 kg di melanzane

2 uova

100 g parmigiano grattugiato o pecorino

pangrattato qb

trito di basilico e aglio

passata di pomodoro

olio di oliva, sale, pepe

Tagliate le melanzane a grossi pezzi, conservando la buccia (ogni melanzana va fatta in quarti circa) e mettetele a scolare con del sale ed un peso sopra per far pedere loro l’amaro. Sbollentatele in abbondante acqua salata per 5-10 minuti, finchè saranno un po’ morbide. Una volta pronte, mettetele in un piatto. Prendete un tagliere e preparate un trito di aglio e prezzemolo, trasferitelo in una ciotola di grandi dimensioni. Iniziate a sminuzzare con il coltello le melanzane, tritandole finemente e mescolandole con il trito di aglio e prezzemolo. Evitate di sminuzzare le melanzane con il robot da cucina perchè non si deve ottenere una grana troppo fine o una purea. Regolate di sale e pepe, aggiungete due uova sbattute (un uovo per ogni kg di melanzane), 100 g di parmigiano grattugiato o pecorino per un gusto più deciso, e poi pangrattato. La quantità di pangrattato va stabilita ad occhio: si deve ottenere un impasto abbastanza corposo da permettere di essere lavorato con le mani per ottenere delle polpette, che rimangono comunque morbide. Se intendete friggere le polpette allora la quantità di pangrattato richiesta sarà maggiore rispetto ad una cottura al forno. Con le mani formate delle polpette delle dimensioni di 5-6 cm di diametro, disponetele in una teglia unta con olio di oliva e cuocetele in forno per 15 minuti a 250°C. Dopo un quarto d’ora diminute la temperatura a 180°C e cuocete altri 15 minuti. A questo punto aggiungete la passata di pomodoro, che avrete condito con un po’ di olio, sale e basilico. La passata va versata sopra le pitticelle e la quantità dipende dai vostri gusti. A casa nostra ci piace abbondare con il sugo per cui abbiamo usato una bottiglia da 500 g di pomodoro! Cuocete ancora per 15 minuti nel forno. A questo punto sfornate, lasciate un po’ intiepidire e poi servite. Le pitticelle sono buonissime anche il giorno dopo, basta conservarle in frigorifero.

Buon appetito allora!

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