Si parte!

Mi sembra ieri che scrivevo il post della partenza per le vacanze estive italiane ed invece sono già passati 10 mesi!

Eccoci qui quest’anno a preparare la nostra prima valigia a 3. Per sempificarmi la vita ho deciso innanzitutto di limitare il numero di capi di vestiario della sottoscritta, che finora partiva in vacanza con lo stile “abbundandis abbundandum” come dice Toto’. Inoltre ho messo le cose di ognuno di noi dentro a tre sacchi di plastica separati, in modo che appena rrivati è più rapido disfare i bagagli. Per fortuna poi andiamo a casa dei nonni, prima a Padova e poi a Napoli, per cui evitiamo di portarci anche tante cose.

Viaggiare con Paciocca mi spaventa un poco, ma solo per problemi pratici (cambi pannolini in primis), perchè lei è un angioletto e sono sicura che dormirà tutto il tempo.

Cosa mi aspetto da queste vacanze?

Di sicuro un po’ di caldo italiano e di sole! Per chi non lo sapesse, negli ultimi dieci giorni qui abbiamo avuto piogge continue ed il paese si è allagato a causa del fiumicello che ha straripato. Stamattina niente pioggia ma una nebbia da sembrare novembre! In questo preciso istante è ricomparso il sole per la prima volta…

Poi mi aspetto un’allegra confusione familiare, che contrasti con le lunghe giornate di solitudine passate negli scorsi mesi. Per quanto MA abbia cercato di essere il più presente possibile e di contribuire alle incombenze quotidiane, resta il fatto che esce di casa alle 7:15 e rientra alle 16:30 (salvo ritardi del treno) e 9 ore da sola con una neonata che non ha orari non è stato facile, soprattutto se ci si mette di mezzo anche la pioggia che ci ha impedito spesso di uscire.

Mi aspetto l’entusiasmo di amici e parenti per la nuova arrivata, che spopolerà per la sua simpatia e pacioccosità! 🙂

Mi aspetto un pochino di aiuto, qualche braccio generoso che voglia sorreggere 6 kg abbondanti di cicciolosità, per permettermi di avere una mezzoretta ogni tanto solo per me (che per carità è già capitato anche qui ma di solito ho dovuto impiegare quel tempo per stirare, sistemare casa o altro). Da quattro mesi non ho più avuto un attimo per me stessa, mi piacerebbe tanto riprendere a fare un pochino di sport, che mi manca e che mi aiuterebbe a smaltire lo stress.

Mi aspetto qualche bel piatto italiano, gli gnocchi della mamma, una caprese con dei pomodori che non siano solo acqua, un bel gelato passeggiando per il centro.

Mi aspetto dei pranzi in famiglia, con la lunga tavolata.

Mi aspetto di vedere gli occhi sgranati di Paciocca che scopre nuovi volti, nuovi paesaggi, nuovi sapori (perchè tra una settimana iniziamo con la frutta e le verdure!).

E quindi: buone vacanze a noi 🙂

 

E

 

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Morfeo, mon amour!

Lo so che scrivendo questo post mi attirero’ da sola la iella, ma è un evento che non si puo’ tacere.

La piccola Paciocca sosno tre notti che dorme più di 8 ore filate senza risvegli e poppate e cambi pannolini!

Facciamo una ola, please!

Già da più di un mese si risvegliava solo una volta a notte, variabile tra le 2:30 e le 4, ora siamo passati direttamente alle 6:30-7 di mattina!

Io vivo ogni giorno come viene, tanto so che potrebbe cambiare da un momento all’altro, che poi sarà il momento dei denti, dei terrori notturni ecc ecc ecc.

In tutto cio’ pero’ io mi prenderei a pugni in testa perchè, invece di approfittare pe recuperare il sonno arretrato di tre mesi e mezzo, mi ritrovo  con gli occhi sbarrati  alle 4:30 aspettando che lei si svegli.  La forza dell’abitudine. Bella fregatura, perchè poi sono incapace di riaddormentarmi e alla fine mi alzo alle 5:30 quando potrei dormire ancora più di un’ora secondo i suoi nuovi orari.

Non prendetemi per scema, chi ci è passata forse mi capisce. Una volta installati alcuni orari è difficile perderli e paradossalmente è anche difficile riuscire a dormire più di 6 ore di fila dopo che per mesi hai dormito 4 ore a notte a spizzichi e bocconi.

Paciocca fa progressi di giorno in giorno e questa cosa delle notti senza risvegli è solo uno degli esempi.

Sorride un sacco, in risposta ai nostri sorrisi, ieri ha proprio fatto anche una risata!

E’ diventata più autonoma, nel senso che ora di notte dorme sempre nella sua culla e non più nel nostro letto, per esempio, e durante il giorno è capace di restare buona a guardarsi le apine che volano sopra la sua sdraietta senza urlare come un’aquila come faceva all’inizio. Tra l’altro si fa di quei pisolini sulla sdraietta che mi stupiscono, a me sembra che dorma ancora più di prima, mi sono un po’ preoccupata, ma la pediatra dice che se dorme è sintomo di buona salute.

Gioca con le manine, si rimira i pugnetti, se li mette in bocca,  li “assaggia.” Di notte  a volte mi sveglio perchè sento: ” SLAP SLAP SLAP”, è lei che si lecca le mani con gusto, fa morir dal ridere ed evita a me di dover tirare fuori la tetta perchè ha voglia di succhiare. Spero solo che non arrivi a mettersi il pollice in bocca, vizio che la sottoscritta si è portata avanti fino ai 9 anni e che ha rimpinguato le tasche dell’odontoiatra, che mi ha messo l’apparecchio ai denti per rimediare ai danni.

Oltre alla palestrina, dove sta molto volentieri, ora le abbiamo anche comprato un libretto sonoro con delle canzoncine e delle lucine che si accendono e spengono al ritmo di musica, le piace molto e lo guarda con attenzione.

E poi la grande scoperta: la TV! La mattina papà e figlia fanno colazione guardando il telegiornale: Paciocca succhia la tetta e allunga la testa per vedere cosa succede in TV, fa morir dal ridere. La sera prima di addormentarsi ripropone la stessa scena, ma stavolta invece della TV guarda con interesse la mia sveglia che fa anche da lampada e cambia colore della luce. E’ difficile dare la poppata ad una che tira il collo per vedere questo spettacolo di luci alle mie spalle e si scoccia se nel tentativo di guardare la lampada perde la presa sul capezzolo, per cui a volte me lo tira mentre si sposta con la testa e io mi ritrovo con un capezzolo che misura 2 o 3 cm alla fine della poppata!

Le stanno pure ricrescendo i capelli! E’ nata con una selva di capelli neri, poi ha iniziato a perderli verso un mese e mezzo, finchè si è arrivati ad un periodo in cui aveva la testa a chiazze! L’avevo soprannominata “stempiatella”. Ora le stanno ricrescendo, più chiari. Solo sul davanti non ha mai perso i capelli, per cui si ritrova con un ciuffo più lungo degli altri, stile frangetta.

E’ una bimba buonissima, non piange mai, a parte qualche volta se vuol essere presa in braccio o se ha particolarmente fame. Invece si lascia vestire e svestire, pulire nasino e occhi senza fiatare, anche durante il bagnetto non batte ciglio se le va acqua nel naso o sugli occhi (mi ricordo di quei pianti quando mi lavavo i capelli da piccola!). Anzi, a proposito di bagnetto, l’acqua le piace un sacco, ride, si muove, ora ha imparato pure come fare dei begli spruzzi per lavare anche me ed il pavimento!

Ed infine, gorgheggia alla grande, sembrano dei veri e propri discorsi ed io ho iniziato a risponderle con degli altri gorgheggi e pare proprio che ci scambiamo due chiacchere tra amiche.

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Carta d’identità

Miss Paciocca è una bimba di mondo ed in quanto tale ha bisogno della carta d’identità per poter viaggiare in Europa.

Nell’era di Internet e del digitale, ci ritroviamo ancora a doverci sottoporre a iter burocratici allucinanti dal mio punto di vista. Ve ne faccio un breve riassunto, sia mai che possa ssere utile a qualcuno!

Io e MA siamo iscritti all’ AIRE (Associazione Italiani Residenti all’Estero). Paciocca è nata in Francia da genitori italiani senza cittadinanza francese. La sua nascita è stata trascritta al Comune francese due giorni dopo, ma per poter essere trascritta anche al Comune italiano di riferimento e poter cosi chiedere la carta d’identità, abbiamo dovuto fare la richiesta per un libretto di famiglia plurilingue al Comune di Padova.

Mia mamma ci ha potato il libretto a marzo, con quello MA è dovuto tornare al Comune francese e ottenere un modulo da inviare al Consolato italiano (estratto dell’atto di nascita multilingue).

Una volta che il Consolato riceve il modulo deve poi registrarlo ed inviarlo al Comune italiano. Tempi previsti per far questo: 1 o 2 mesi!!!

Una volta che il Comune italiano riceve l’atto di nascita lo deve trascrivere nei registri. Tempo previsto: un mese!

A questo punto si puo’ richiedere la carta d’identità al Consolato. Tempo previsto: 12 settimane!!

Ma che è? devono scolpirli nella pietra questi documenti?

Da brava rompiballe  rompiscatole, ho iniziato a martellare l’ufficio Stato Civile del Consolato a suon di mail, prima supplichevoli e poi minatorie, per ottenere un trattamento d’urgenza della pratica in modo da poter rientrare in Italia a metà giugno.

All’inizio mi hanno risposto, poi si sono scocciati e non mi han più degnato di attenzione, per cui ho dovuto passare la palla a MA, che essendo più diplomatico ha ottenuto quel che volevamo.

Il dcumento è quindi giunto al comune di Padova il 3 maggio, chiamo a questo punto l’ufficio Stato Civile per velocizzare i tempi. Dopo avermi sballottato telefonicamente in tre uffici diversi e concluso il tutto dicendomi di scrivere una mail per richiedere una pratica d’urgenza, siamo finalmente giunti alla fine di questa prima parte e possiamo quindi richiedere la carta d’identità, sempre in urgenza ovvio!!

Ieri pomeriggio siamo quindi andati dal fotografo per fare le fototessere per Paciocca. Mi aspettavo una seduta fotografica difficile, soprattutto perchè in auto si era addormentata e non è facile svegliarla quando si appisola.

Invece è stata una bimba modello come al solito: non ha fiatato e si è fatta fare un bel po’ di scatti, terminando con un sorrisino appena accennato, che ha dato il tocco finale.

Habemus fototessre quindi, con una bella bimba dal sorriso giocondesco.

Ora si tratta solo di riprendere a martellare il Consolato per avere il documento e poi forse potro’ finalmente comprare sti benedetti biglietti aerei!

100 di questi giorni!

Mai quest’espressione potrà essere più adatta di cosi’: ogg, infatti, Paciocca compie esattamente 100 giorni!

Cose che vengono in mente ad una mamma mezza rincretinita dal sonno durante l’ultima poppata della giornata.

100 giorni volati.

100 giorni di grandi cambiamenti.

100 giorni di numerosi cambi pannolini, e di spruzzatine varie.

100 notti di risvegli

100 giorni di poppate a tutte le ore, secondo i suoi desideri.

100 giorni di baci e coccole tenerose.

100 giorni di incredulità:”Ma veramente l’abbiamo fatta noi?”

100 giorni di innamoramento sempre più intenso.

100 giorni di dubbi:”Ma staro’ facendo la cosa giusta?”

100 giorni difficili, di stanchezza, di lunghe ore da sola con lei.

100 giorni con l’orecchio teso, pronta ad accorrere al suo pianto.

100 giorni di pasti ingurgitati in fretta.

100 giorni senza serie tv.

100 giorni di rinunce varie.

100 giorni stravolti, senza programmi possibili.

100 giorni di vita a tre.

100 giorni da mamma.

100 giorni di te, amore nostro!

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Nostalgia

Ecco che torna, puntuale, la fase down periodica che coglie l’emigrante: la voglia di tornare a casa, in Italia.

Perchè non importa da quanti anni te ne sei andato, non conta il fatto che tu abbia acquistato casa e fondato la tua famiglia altrove…”casa” rimane il luogo da cui sei partito per il tuo lungo viaggio.

In questi giorni sono presa dalla voglia incontenibile di saltare su un aereo e volarmene a Padova.

Sogno un po’ di sole e tepore italiani, invece di questo meteo ballerino che ci da’ il sole come contetino ogni tanto, per poi propinarci giornate grigie e di pioggia subito dopo, per non illuderci che sia arrivata la primavera vera.

Sogno di inforcare una bici e pedalare libera e felice alla volta di Prato della Valle,  guardare la sua vastità e sentirmi finalmente a casa.Afficher l'image d'origine

Sogno di fare un giro nel centro storico, di ripararmi dal sole camminando sotto i portici, di fermarmi in Piazza delle Erbe per comprare della frutta e della verdura che sappiano di qualcosa e non di acqua.

piazza erbe

Sogno di prendere un gelato da Grom e di mangiarlo guardando le vetrine dei negozi in via Roma.

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Sogno di incrociare un viso noto e scambiare due chiacchere con lui.

Sogno i tavolini con gli ombrelloni aperti in Piazza Duomo, con la gente che si beve il caffettino del mattino o uno spritz nel tardo pomeriggio.

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Sogno le sagome dei Colli Euganei, le passeggiate, il panorama.

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Sogno un pranzo domenicale in famiglia, con i miei zii e la nonna. E le pastine comprate in pasticceria.

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Invece mi ritrovo qui, in una grigia mattina di maggio, chiusa in casa perchè prevedono pioggia, con il marito che è uscito alle 7:15 di casa per andare al lavoro e io che resto a casa sola con Paciocca ( e per fortuna che almeno c’è mia suocera per aiutarmi in queste settimane senno’ sarebbe ancora peggio), come unico passatempo fare le pulizie di casa e poi alternare poppate e cambi disastrosi di pannolini.

Ok, sono leggermente depressa, lo avrete capito.

Perchè parliamoci chiaro: la maternità non è tutta rosa e fiori ed ho scoperto lati insospettabili. I primi mesi sono i più duri, dicono tutte, ed è vero! Le lunghe ore in casa con un neonato, che per quanto bellissimo e cuccioloso non interagisce ancora più di tanto, l’impossibilità di fare un minimo programma, la difficoltà nel trovare amiche con cui uscire e scambiare due chiacchere, il tempo che passa a rilento mentre allatti e la mente che vaga e si perde in pensieri controproducenti…

Passerà, dicono tutte, le cose miglioreranno. Devo trovare la forza di andare avanti, solo che in certi momenti veramente mi sento senza forze.

Voglio iniziare il conto alla rovescia: tra 25 giorni torno veramente a “casa”!

 

 

Sono tornata!

Scusate il periodo di latitanza, il blog è caduto un po’ nel dimenticatoio nell’ultimo mese. E non per mancanza di tempo, perchè il computer è il mio grande amico ormai durante le lunghe ore in casa, tra poppate e sonnellini in braccio. Solo che, appunto, avendo sempre le mani occupate è difficile buttare giù un post con una sola mano, più che altro è faticoso. E poi, diciamolo chiaramente, sono abbastanza rimbambita e stanca per connettere più di tre o quattro parole e formare frasi sensate.

Riassumo quindi cosa è successo in quest’ultimo mese.

Paciocca ovviamente continua a crescere, anche se la velocità alla quale lo fa stupisce: per dire, nelle ultime tre settimane ha preso 800 grammi! No dico, OTTOCENTO!! pure per un adulto sono tanti in tre settimane di tempo, figuratevi per una puzzolina di 58 cm di lunghezza! In effetti, ogni volta che la guardo mi sembra che le guance siano sempre più enormi. E, devo ammettere, che mi inorgoglisce  pensare che tutto questo è grazie al mio  latte e basta!

Anche in lunghezza non scherza e di nuovo ho dovuto rinnovare il guardaroba, le tutine che avevo comprato taglia 3 mesi hanno avuto vita breve.

La gamma dei gorgheggi si è ampliata e ora sembra che faccia dei veri e propri discorsi in alcuni momenti, soprattutto quando si mette a parlare con il suo amico “Mister Fiorellino”, la lampada a forma di fiore appunto che sta appesa dietro al fasciatoio. Mentre la cambio lei le sorride tutta felice ed emette un sacco di vocalizzi. All’inizio ero gelosa di Mister Fiorellino perchè è stato il primo che ha avuto l’onore di ricevere i suoi sorrisini, ora pero’ Paciocca si è lanciata e fa sorrisi a tutta forza anche a me e MA ed alla nonna L. che è venuta a darci una mano in queste ultime settimane.

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Degna di nota è pure la sua forza e tonicità muscolare: se la tengo in braccio punta i piedi e se ne sta in piedi da sola, la devo solo tenere per via dell’equilibrio ma per il resto potrebbe già camminare! Se segue le orme del papà che lo ha fatto a 8 mesi, al ritorno dalle vacanze dovremo riorganizzare casa per evitare disastri.

Forse ci ridero’ a posteriori, ma per ora mi getta in crisi ogni mattina, la super funzionalità intestinale della piccola, che quotidianamente fa si che la pupù superi la barriera del pannolino e sfidando la forza di gravità risalga lungo la schiena! Ormai è una scena di ogni giorno e per fortuna che c’è la nonna ad aiutarmi a pulire body, bimba e fasciatoio perchè non è una cosa banale… Paciocca in tuto questo se la ride beata, col pancino svuotato, mentre io ho un diavolo per capello!

Ha scoperto recentemente le manine: le stringe a pugno, le guarda, le lecca per sentirne il sapore, se le agita davanti agli occhi con estremo interesse, a volte mi molla qualche pugno sul naso se sono nelle vicinanze…

Le piace l’acqua: il momento del bagnetto è diventato uno dei suoi preferiti e sorride felice agitando gambe e braccia schizzando acqua in giro per il bagno. La vaschetta ormai è piccola e dobbiamo trovare un’altra soluzione.

Ha fatto il suo primo vaccino un mese fa: inutile scatenare discussioni in merito qui sul blog, vi ricordo che sono biologa e che non ho mai avuto dubbi sul fatto di farla vaccinare o meno. Anche in questo caso mi ha  stupito perchè non ha avuto nessun sintomo di malessere una volta fatto il vaccino.

E ultimo, ma più importante di tutto: le notti vanno meglio, se la dorme dalle 22 alle 7-7:30 circa con un solo risveglio!  Il sonno è anche meno agitato grazie all’adozione della pratica dello swaddle, che mi è stata saggiamente suggerita. Per chi fosse interessato: lo swaddle è un lenzuolo quadrato di cotone che viene utilizzato per fasciare il neonato in questo modo:

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E’ una pratica diffusa in Inghilterra e anche negli USA, a me è stata suggerita da amiche e mi ha salvato le nottate! I neonati si sentono più protetti e siccome con questa fasciatura si bloccano le braccia, il bimbo non si sveglia a causa di quei movimenti inconsulti ed involontari delle braccia che prendono il nome di “riflesso di Moro”. Le prime volte che ho fasciato Paciocca mii sono sentita un po’ in colpa, poi pero’ mi sono resa conto di quanto più velocemente si addormenti e, ora che ha imparato a sorridere, addirittura quando la fascio mi riempie di sorrisi felici! Quindi, mamme disperate per la mancanza di sonno, fateci un pensierino!

 

 

Le serate dei genitori

Se prima di diventare mamma la sera era il mio momento preferito della giornata perchè cenavamo insieme e poi c’era il momento di relax sul divano con l’accoppiata vincente TV-gelato, ora le serate sono diventate un momento di stress e l’ora di andare a letto un incubo.

Il rituale della sera inizia alle 18, quando comincio a preparare il bagnetto per Paciocca. Asciugamano, body, pigiamino pulito, pannolino, temperatura dell’acqua intorno ai 37°C, stufetta accesa in bagno…tutto è pronto per lavarla e cambiarla. Ci si mette di più a preparare tutto che effettivamente a farle il bagno! Se siamo fortunati e non ci sono intoppi, il bagnetto è un momento piacevole e Paciocca se lo gode, gira la testina a destra e sinistra perchè le piace sentire l’acqua sui capelli, beve qualche goccia quando le lavo il visino, con le gambine spinge contro il bordo della vaschetta e rischia cosi’ di andare a sbattere la testa sul lato opposto. Questo se tutto va bene. Se va male, appena la metto in acqua, tempo un minuto, fa la pupù! e allora tirala fuori velocemente, apri il lavandino e quando la temperatura sembra ok (niente termometro, non c’è tempo!) MA la tiene e io la lavo sotto il getto d’acqua, ma il tutto è molto scomodo e complicato da lei che si agita e sembra un ‘anguilla, con in più la mia ansia che prenda freddo!

Dopo il bagno c’è la preparazione della cena da parte di MA, mentre io allatto. Ormai è finito il tempo di sperimentare ricette nuove, qui si va su cose di base: pasta al pomodoro, pasta all’olio, riso in bianco…oppure si sfruttano le scorte di pesto inviate dalla suocera. Solo il sabato sera ci concediamo la pizza, preparata in casa.

Anche qui, se tutto va bene ceniamo insieme, ma il più delle volte dobbiamo darci il turno perchè Paciocca in sdraietta non ci sta sempre volentieri e spesso dopo una decina di minuti inizia a piangere ed è un crescendo di disperazione, per cui in questi casi al massimo riusciamo a mangiare insieme il piatto caldo e poi ci diamo il turno.Io ormai ho preso la cattiva, ma necessaria, abitudine di mangiare molto velocemente e non mi godo nemmeno più il cibo, che entra in bocca ad una velocità talmente elevata che nemmeno mi accorgo di quel che mangio!

Dopo cena inizia la parte che più odio: pulizia della cucina, stendere il bucato di Paciocca, preparazione della colazione per la mattina successiva, doccia e letto. Tutte queste attività vengono svolte il più velocemente possibile dalla sottoscritta per cercare di guadagnare tutti i minuti possibili per coricarsi presto. Ormai “vado a dormire con le galline” come si dice dalle mie parti: per le 21:30 al massimo sono sotto le coperte e fa strano in questo periodo in cui qui c’è luce fino a tardi! Mi sembra veramente di andare a letto che è ancora giorno.

A seconda delle intenzioni di Madame, l’ultima poppata puo’ durare da mezzora ad un’ora, compreso il tempo di  addormentamento, perchè a quell’ora sembra più vispa del solito.

A questo punto inizia la lunga notte che riserva sempre qualche sorpresa: poppate extra dopo meno di due ore dalla precedente, rigurgiti o spruzzi di pupù o pipi’, rumorini e gorgheggi non appena la metto in culla che mi impediscono di riaddormentarmi. A volte puo’ esserci la bella sorpresa di tre o quattro ore di fila senza risvegli, momenti memorabili che mi portano ad avere una buona giornata l’indomani.

Quando ero incinta sapevo già che mi avrebbero atteso notti insonni, quello che non immaginavo è come la mancanza di sonno influisca fortemente sull’umore! Io poi non ho mai avuto l’abitudine di fare sieste durante il giorno, per cui anche se ho un sacco di sonno arretrato non posso proprio  recuperare perchè non riesco ad addormentarmi di giorno.

L’altro giorno ero cosi’ rimbambita che quando sono uscita a passeggiare con la carrozzina mi sono ritrovata a camminare in mezzo alla strada, tanto per dirne una!

Dicono tutti che dai tre mesi le cose migliorano, io resto con i piedi per terra e non voglio illudermi più di tanto. Chi vivrà vedrà!