Il ritorno

Ormai ho perso il conto di quanto tempo è passato dall’ultima volta che ho scritto. Non so più chi segua il mio blog, se ci sia ancora qualcuno che ha interesse a leggere quello che mi passa per la mente.

Ho iniziato un sacco di post che, chissà perchè, non sono mai riuscita a finire e pubblicare.

Paciocca sabato prossimo compirà ben 9 mesi, il tempo vola e sembra impossibile che manchi poco per arrivare già all’anno.

Se mi chiedessero se voglio fermare il tempo, ecco la mia risposta é:”NO!”.

Perchè sono stati mesi difficili, troppo lunghi alcuni e troppo brevi altri. Mesi faticosi, di poco riposo, di numerosi,cambi pannolini, di solitudine spesso, di frasi poco piacevoli da sentirsi dire…

E’ impossibile riassumere tutto quello che è successo negli ultimi tempi, ma ci provero’.

Innanzitutto, sono iniziate le prime sillabe vere e proprie: “MA-MA” “PA-PA” “TA-TA” e via di seguito. Che quelle sillabe ripetute vogliano veramente dire “mamma” e “papà” non ne sono sicura, ma è stato emozionante sentirle per la prima volta un mese fa circa.

Paciocca sta a quattro zampe, anche se non avanza ancora, pero’ riesce a farlo strisciando tipo cobra sulla pancia.

L’altro giorno ci ha stupito muovendo il braccio e facendo “Ciao-ciao” con la manina, io non gliel’ho insegnato esplicitamente per cui non so come lo abbia imparato.

Mi pare anche che ora si giri quando la chiamo per nome, ma anche qui non so se è un caso o se è volontario.

A questo punto vorrei scrivere che a 9 mesi Paciocca mangia di tutto senza problemi ed invece non posso dirlo. Quel che rimane il suo piatto preferito è il latte di mamma, sempre e comunque. Qualsiasi altro cibo proposto viene accolto con smorfie di disgusto, anche se magari alla fine qualche cucchiaino se lo mangia pure alla fine. L’unica cosa per cui non bisogna forzare ad aprire la bocca è il cioccolato. Lo so che non bisonerebbe darlo ai bimbi cosi piccoli ed io per prima ero contraria, ma ho messo da parte i miei buoni propositi quando ho visto che non mangia quasi nulla e allora, per curiosità, gliel’ho fatto assaggiare, per capire se ci fosse qualcosa che potesse interessarla o se proprio era un rifiuto totale del cibo. Ebbene no, la piccola non è mica scema ed il cioccolato se lo ciuccia alla grande senza farsi pregare! Vabbè.

Su consiglio della pediatra un paio di settimane fa ho cercarto di forzare la mano, nel senso letterale, e di farla mangiare spingendole il cucchiaino in bocca. Mai cosa fu più sbagliata! La piccola boccuccia di Paciocca è rimasta sigillata di fronte al cucchiaino per tutta la settimana seguente, traumatizzata da un approccio troppo brusco. a preferito digiunare per 10 ore per 3 giorni di seguito, rifiutando pranzo e merenda, piuttosto che mangiare le pappe ed aspettando testarda la poppata serale. Di fronte a cotanta testardaggine ho deciso di lasciare perdere, non tanto per il fatto che fosse a stomaco vuoto, quanto per il fatto che la signorina si rifiuta anche di bere l’acqua dal biberon! E lasciarla senza liquidi per 10 ore mi pare troppo preoccupante.

Essendo la sottoscritta da sola con la piccola testarda 24h/24h, comincio ad accusare parecchia stanchezza e in questi ultimi mesi ho cercato di trovare una persona che si potesse occupare un pochino di Paciocca, per darmi la possibilità di fare un po’ di pausa nelle mie giornate. Sono stata parecchio sfortunata, avevo trovao già a maggio una persona che se ne occupasse tutte le mattine per tre ore (qui in Francia si chiamano “assistantes maternelles” , sono delle tate con una formazione che pososno tenere i bimbi a caa loro fino ad un massimo di 4 bambini, a seconda dello spazio disponibile). La prima tata che ho trovato a settembre ha dato forfait dopo 4 giorni, dicendo che Paciocca piangeva troppo e rifiutava di mangiare, facendomi colpevolizzare perchè la allatto e l’ho resa troppo attaccata a me. E cosa si aspettava? aveva 7 mesi, nel pieno del periodo di crisi da separazione dalla mamma, in più è sempre stata solo con me da quando è nata!! e devo anche sentirmi in colpa perchè la allatto?

Dopo quella bella esperienza ho cercato allora una baby-sitter a domicilio, che potesse venire a casa, mi hanno contattato diverse persone che poi non si sono più fatte vive ed una che aveva accettato ha disdetto all’ultimo momento, inventandosi una scusa pietosa.

Dopo altre ricerche ho trovato ad ottobre una nuova assistante maternelle che aveva l’aria più competente della prima e che mi ha ispirato fiducia, dicendomi che ci vuole un inserimento appropriato per una bimba cosi’ piccola e che lei avrebbe fatto di tutto perchè la cosa andasse a buon fine. Il suo “fare di tutto” si è rivelato molto scarso, perchè anche lei dopo 10 giorni ci ha lasciato in panne, ripetendomi che Paciocca è troppo attaccata a me, che devo smettere di allattare e che non sta a lei fare per Paciocca quello che non riesco a fare io. Insomma, oltre al danno pure la beffa.

Si, perchè ormai ho capito che qui in Francia crescere un bébé allattandolo al seno vuol dire viziarlo, renderlo dipendente dalla mamma in modo morboso. Perchè queste tate professioniste non vogliono occuparso di un bimbo vero, ma di un robot, che non pianga, che mangi senza fare storie, che dorma agli orari che hanno deciso loro, per poter riposare anche loro un poco durante la giornata. Perchè una neonata che non si adatta a questi standard è anormale ed è tutta colpa della mamma. E la mamma non deve dire che la bimba dorme nel lettone con i genitori di notte perchè allora ti stai proprio scavando la fossa da sola e ti viene consigliato di vedere un pedo-psichiatra che ti aiuti ad instaurare un rapporto più distaccato con tua figlia. Perchè lei deve assolutamente dormire da sola, costi quel che costi. E tu ti fai convincere e accetti di lasciarla piangere 90 minuti per abituarla ad addormentarsi da sola, sentendo il cuore che ti si spezza ad ogni singhiozzo, non riuscendo a prendere sonno nemmeno tu perchè ti manca il fatto di abbracciarla nel lettone ed addormentarsi insieme. E avanti cosi’, a colpevolizzarsi, a sentirsi dire che sbagli, che devi agire in modo diverso, che devo tagliare il cordone ombelicale, come se stessimo parlando di un ragazzo di 18 anni invece che di una neonata di 9 mesi nemmeno!

Finchè non ne puoi più e decidi di mandare tutti  a quel paese e di non rimanere più ad ascoltare le opinioni alla cavolo di questa gente. Finchè decidi che ti tieni tua figlia a casa e te ne occupi tu da sola, stanca ma convinta che starà meglio con te che con queste persone. Non avrai tempo per te, ma almeno vedrai il suo sorriso, sentirai le sue manine che ti tirano i capelli e ti cercano, la metterai a pranzare a fianco a te facendole assaggiare il cibo del tuo piatto senza forzarle il cucchiaino in bocca perchè ti è stato detto di obbligarla a mangiare o di farle saltare il pasto. La farai addormentare accanto a te, attaccata al seno, perchè è quello di cui ha bisogno ed è ancora piccola e farla piangere per un’ora e mezza è straziante e perchè alla fine nel lettone in tre si dorme bene lo stesso, perchè abbracciarla durante la notte e vedere le espressioni buffe che fa quando sogna è bellissimo.

Perchè sono io la sua mamma e il mio istinto mi dice quello che è meglio per lei. e mi dice anche che tutti gli altri che aprono bocca per giudicarmi senza conoscermi possono andare a quel paese!

 

 

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