Nostalgia

Ecco che torna, puntuale, la fase down periodica che coglie l’emigrante: la voglia di tornare a casa, in Italia.

Perchè non importa da quanti anni te ne sei andato, non conta il fatto che tu abbia acquistato casa e fondato la tua famiglia altrove…”casa” rimane il luogo da cui sei partito per il tuo lungo viaggio.

In questi giorni sono presa dalla voglia incontenibile di saltare su un aereo e volarmene a Padova.

Sogno un po’ di sole e tepore italiani, invece di questo meteo ballerino che ci da’ il sole come contetino ogni tanto, per poi propinarci giornate grigie e di pioggia subito dopo, per non illuderci che sia arrivata la primavera vera.

Sogno di inforcare una bici e pedalare libera e felice alla volta di Prato della Valle,  guardare la sua vastità e sentirmi finalmente a casa.Afficher l'image d'origine

Sogno di fare un giro nel centro storico, di ripararmi dal sole camminando sotto i portici, di fermarmi in Piazza delle Erbe per comprare della frutta e della verdura che sappiano di qualcosa e non di acqua.

piazza erbe

Sogno di prendere un gelato da Grom e di mangiarlo guardando le vetrine dei negozi in via Roma.

grom

Sogno di incrociare un viso noto e scambiare due chiacchere con lui.

Sogno i tavolini con gli ombrelloni aperti in Piazza Duomo, con la gente che si beve il caffettino del mattino o uno spritz nel tardo pomeriggio.

duomo

Sogno le sagome dei Colli Euganei, le passeggiate, il panorama.

collijpg

Sogno un pranzo domenicale in famiglia, con i miei zii e la nonna. E le pastine comprate in pasticceria.

pastine

Invece mi ritrovo qui, in una grigia mattina di maggio, chiusa in casa perchè prevedono pioggia, con il marito che è uscito alle 7:15 di casa per andare al lavoro e io che resto a casa sola con Paciocca ( e per fortuna che almeno c’è mia suocera per aiutarmi in queste settimane senno’ sarebbe ancora peggio), come unico passatempo fare le pulizie di casa e poi alternare poppate e cambi disastrosi di pannolini.

Ok, sono leggermente depressa, lo avrete capito.

Perchè parliamoci chiaro: la maternità non è tutta rosa e fiori ed ho scoperto lati insospettabili. I primi mesi sono i più duri, dicono tutte, ed è vero! Le lunghe ore in casa con un neonato, che per quanto bellissimo e cuccioloso non interagisce ancora più di tanto, l’impossibilità di fare un minimo programma, la difficoltà nel trovare amiche con cui uscire e scambiare due chiacchere, il tempo che passa a rilento mentre allatti e la mente che vaga e si perde in pensieri controproducenti…

Passerà, dicono tutte, le cose miglioreranno. Devo trovare la forza di andare avanti, solo che in certi momenti veramente mi sento senza forze.

Voglio iniziare il conto alla rovescia: tra 25 giorni torno veramente a “casa”!

 

 

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