Colpo di scena!

Avevo iniziato a scrivere almeno tre post nelle scorse settimane per raccontare di come procedeva l’installazione in casa nuova, dell’arrivo della suocera per un mese qui da noi, delle disavventure legate ad un trasloco a poche settimane dal parto. Non ho mai finito quei post, che sono rimasti li’ in attesa ed ora inaspettatamente sono superati e non hanno più senso di essere.

Si’ perchè dieci giorni fa fa c’è stato il colpo di scena inatteso da tutti: il 12 febbraio alle 1:08 di mattina, dopo sole quattro ore di travaglio lampo che si è concluso con un cesareo d’urgenza, è nata la nostra Paciocca! Ed io mi sono ritrovata mamma, senza più pancione, da un attimo all’altro, senza avere il tempo di metabolizzare la cosa.

Tutto è iniziato giovedi 11 febbraio alle 14, quando avevo appuntamento in ospedale per un controllo legato al solito problema delle dimensioni piccole della testa di Paciocca che erano state rilevate all’ecografia di inizio gennaio e che facevano pensare ad un rallentamento della crescita. Quel giovedi di dieci giorni fa, che ora sembra una vita, dovevo sottopormi ad un monitoraggio di un’ora del cuoricino di Paciocca e ad un’ennesima ecografia. Durante il monitoraggio il cuore di Paciocca ha rallentato per un minuto o poco più, io pensavo fosse legato al fatto che sul lettino mi ero mossa per mettermi in una posizione più confortevole per la mia povera schiena. Ho chiamato l’ostetrica per dirle che forse avevo spostato per sbaglio il sensore, ma in un battibaleno mi sono ritrovata a dovermi rivestire e correre verso una sala parto per un controllo più approfondito. Non ero stata io la responsabile del cambiamento di frequenza del battito, ma il suo cuoricino  aveva rallentato e doveva essere monitorato meglio. Se l’evento si fosse ripetuto, mi è stato detto cosi’ di brutto, mi avrebbero sottoposto ad un cesareo! COSA?? io non ero pronta, la valigia nemmeno, la mia mento neppure! In preda al panico ho passato un’ora con MA a fianco, a sperare che tutto andasse bene e che Paciocca non avesse alcun problema. Per fortuna non si è ripetuto l’evento, le ostetriche ci hanno chiesto scusa persino, spiegando che a volte il cuore dei neonati subisce dei rallentamenti durante la giornata, ma se durante un controllo si verifica questo tipo di eventi loro sono costretti a fare delle verifiche più rigorose ed intervenire in caso di bisogno. Tranquillizzati, ci siamo avviati allora a fare l’ecografia, dove come al solito insistevano sul fatto che Paciocca fosse piccolina e che dovesse essere sorvegliata la crescita a fondo. Ci hanno fissato un appuntamento per il giorno successivo per un altro monitoraggio e per degli esami del sangue, per verificare che le sue piccole dimensioni non fossero dovute ad un’infezione in corso di qualche tipo.

Potete immaginare lo stato di ansia e di panico in cui mi sono ritrovata dopo quella visita. Siamo tornati a casa alle 17 di pomeriggio in pieno stress, almeno io. Dopo una doccia calda ho provato a riposare sul divano, ma ero in preda alla paura di aver contratto qualche infezione che avesse potuto provocare ritardo di crescita per la piccola. Ho chiamato SuperS per chiedere delucidazioni e lei ha cercato di tranquillizzarmi, ma senza riuscirci molto. Ho iniziato a sentire allora, nel tardo pomeriggio, per la prima volta durante tutta la gravidanza, delle contrazioni, o almeno lo sembravano, non ero sicura non avendole mai provate prima.

Dopo cena le contrazioni sono diventate più forti e non avevo più dubbi sulla loro natura. Alle 21:15 MA ha iniziato a monitorare la loro frequenza, si andava dai 3 ai 5 minuti, cosi abbiamo aspettato le due ore prescritte prima di partire per l’ospedale, per essere sicuri che non si trattasse di un falso allarme. Stare stesa sul divano era insopportabile, camminare alleviava un poco la cosa, cosi mi sono alzata e ho iniziato a fare qulacosa tra una contrazione e l’altra per far passare il tempo. Sistemarsi le unghie e le sopracciglia mentre si hanno dolori lancinanti non è da tutti come passatempo, no?

Alle 22:30 circa eccoci in auto, appena arrivati abbiamo suonato alla maternità ed abbiamo aspettato quello che sembrava un tempo interminabile prima che ci aprissero , io piegata in due dai dolori. Un’ostetrica ci ha fatto entrare in una stanza e ha cominciato a monitorare le contrazioni, uscendosene con un:”AHH ho sentito parlare di lei oggi!” quando le ho detto il mio cognome. Insomma, devo essere stata il caso della giornata…

In poco tempo mi sono ritrovata a correre verso la sala parto, dopo aver appurato che non era un falso allarme e che le cose procedevano in maniera velocissima. Spogliata, infilato il camice dell’ospedale, stesa sul lettino, in attesa di un’anima pia per l’epidurale, senza nessun dubbio sul fatto di accettarla o meno. I dolori erano talmente forti che mi hanno anche “gasata” per rendere più sopportabile l’attesa della giusta dilatazione per l’anestesia. Non è stata un’attesa lunga, il collo dell’utero era già a 7 cm in pochissimo tempo, l’anestesista è arrivato e io ricordo pure di aver posto la domanda stupida:”Farà male?” in pieno travaglio.

Le cose non sono andate come speravo, in men che non si dica la faccia dell’ostetrica è passata da fiduciosa a preoccupata, hanno chiamato il ginecologo, mi han fatto provare a spingere un paio di volte, ma ero talmente provata che io stessa avevo scarsa fiducia sull’efficacia delle mie spinte. I visi attorno a me si sono fatti sempre più tesi, non mi rispondevano alla domanda:”La bimba sta bene? cosa succede?” e io ero sempre più in panico e ho chiesto terrorizzata a MA:”Sta per morire?”. Mezza rincretinita dal gas, dall’epidurale e dal dolore ho capito solo la frase “cesareo d’urgenza”, il lettino ha iniziato a viaggiare per quelli che mi sono sembrati dei km, spinto da braccia sconosciute. Mi hanno fatto passare sul lettino operatorio sfruttando le poche forze che mi restavano, io tremavo come una foglia e non riuscivo a fermarmi, non so se per il freddo della sala, per la paura o per tutte e due. Ero terrorizzata, avevo paura del dolore che mi aspettava di li a pocoe mi sentivo in colpa anche per non riuscire a concentrarmi solo sulla salute di Paciocca.

“Ora iniziano a tagliare e io non sono anestetizzata abbastanza” ho pensato poco prima di perdere coscienza. Sentivo un rumore insopportabile, come se qualcuno stesse piegando delle borse di plastica sotto alle mie orecchie, avevo un dolore in gola insopportabile che non mi faceva respirare e volevo gridare ma non riuscivo a far uscire la voce per dirlo ai medici che mi stavano intorno. Sentivo qualcuno che mi chiamava per nome e poi il buio totale.

Mi sono risvegliata alle 2:15, ho visto l’ora sull’orologio sulla parete di fronte a me, due infermiere parlottavano tra loro, io ero tutta dolorante e piena di freddo, le palpebre ci hanno messo parecchio a riuscire a stare aperte. Una voce gentile mi ha detto che Paciocca era nata e che in quel momento era con il papà e che tra poco lui mi avrebbe raggiunto.

Io non riuscivo a realizzare quello che era successo, non ricordavo nulla. MA è arrivato e mi ha raccontato che mi hanno fatto un’anestesia generale perchè non riuscivo a calmarmi e che la piccolina era nata subito dopo: alle 1:08 del 12 febbraio 2016 sono diventata mamma e non mi ricordo di nulla. La sola cosa che mi importava in quel momento era di sapere che lei stava bene. MA ha detto che l’aveva tenuta in braccio e che era bellissima ed in forma, appena uscita dalla pancia aveva iniziato a strillare a pieni polmoni, nonostante la botta di anestesia che aveva subito anche lei. Si era fatta fuori in men che non si dica 3 siringhe di latte artificiale.

Io ero stordita, facevo fatica a parlare, la gola mi bruciava un sacco. Ho saputo dopo che era a causa del tubicino che mi avevano infilato in gola per l’anestesia generale.

Mi sono ritrovata nella mia stanza con MA accanto tutto il resto della notte (beh erano ormai le 3 passate quando mi ci hanno portato) e alle 4 ho conosciuto la nostra bellissima Paciocca, due ostetriche me l’hanno portata per un quarto d’ora per farmela vedere.

La prima cosa che ho pensato vedendo mia figlia è stata:”Ma quanto è piccola!”. 45,5 cm di lunghezza e 2,4 kg di peso. Piccola sicuramente, ma perfetta! Alla faccia di tutte le paure che mi avevano instillato i medici prima della sua nascita. La seconda cosa che mi ha stupito è la massa di capelli neri neri che aveva già in testa ed il fatto che non fosse grinzosa e rossa come tutti i neonati, la sua pelle era liscia e rosea, le unghiette sembrava persino che avessero dello smalto rosso! Insomma, una piccola principessa di cui ci siamo innamorati fin dal principio!

Il resto della notte l’ho passato con gli occhi sgranati, a cercare di digerire tutto quello che era successo in poche ore, mentre MA dormiva sulla sedia accanto a me. Io non ho chiuso occhio invece e non tanto per i dolori post-operazione, quanto per i mille pensieri e le mille cose da fare per accogliere al meglio la nuova vita che ci è stata regalata con un mese di anticipo.

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3 pensieri su “Colpo di scena!

  1. Congratulazioni! !!! Immagino molto bene lo spavento..mi è capitato qualche intoppo due volte, alla fine è andata bene. E dio benedica quel gas 😀
    Alla fine è arrivata…insieme a una felicità indescrivibile ! Un bacione a tutti e tre
    ps: anche io sono nata il 12 febbraio 😀

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