La “dolce” attesa

Ci ho pensato un bel po’ prima di decidermi  a scrivere questo post.

Perchè dopo due anni e mezzo di attesa e di cure, di momenti difficili, di scoraggiamento, di speranza, di illusione, mi sembrava di essere un’ingrata per il miracolo che siamo riusciti ad avere.

Perchè io immaginavo nella mia testa che una volta incinta sarei stata la persona più felice del mondo, sarei cambiata, abbandonando tutte le ansie e le preoccupazioni futili.

Perchè, a sentire le voci che circolano, la gravidanza è un periodo magico nella vita di una donna, una specie di Paradiso in Terra, e tu vedi la vita tutta rosa e vivi su una nuvoletta, con il cuore leggero e traboccante di felicità.

Allora, quando sei cosi’ condizionata da miti e stereotipi sulla donna panza-munita, che si accarezza la protuberanza con sguardo sognante, incurante di quanto avviene intorno a lei, come fai ad ammettere che per te questi 9 mesi si stanno rivelando meno “dolci” di quanto credessi? Come fai a dirlo senza sembrare l’eterna scontenta, la paranoica, l’ingrata di turno?

Ecco, io ho deciso di uscire allo scoperto, di rivelarmi per quella che sono e se mi considererete incontentabile pazienza. Cosa devo fare se sono cosi’?

E poi lo faccio non solo per me stessa, ma per tutte quelle donne che come me faticano a vivere questi mesi con un sorriso costante stampato sulle labbra. Perchè ho scoperto che siamo più di quante pensiamo di essere, ma stiamo zitte, perchè ci sembra una colpa ammettere i nostri sentimenti controcorrente.

Perchè, oltre alle quotidiane preoccupazioni che affliggono noi ansiose, si aggiunge il senso di colpa legato al fatto di non godersi come si dovrebbe questo magico periodo. Perchè ci diciamo:”Ma sono proprio stupida a rovinare tutto, non sono capace di godermi nulla!” e con questo circolo vizioso passiamo le nostre giornate.

Pensavo che la cosa si sarebbe risolta dopo la prima ecografia, alla quinta settimana, una volta che fossi stata sicura che c’era proprio un embrione dentro di me, con un cuoricino funzionante. Invece la fine dell’ansia è stata posticipata alla fine del primo trimestre, quando il rischio di aborto diminuisce e quando l’esame del bi-test ti rassicura che non ci sono malattie genetiche come la sindrome di Down o altro.

E ancora una volta, invece, dopo i primi giorni di felicità, sono stata ripresa dalle preoccupazioni, aspettando con ansia ancora maggiore l’ecografia morfologica, a 4 mesi e mezzo, per essere sicura che non ci fossero malformazioni al cuore, al cervello o in altre parti di quel minuscolo corpicino che cresce dentro di me. A quel punto, ero convinta, sarei stata l’ottimismo fatto persona.

E invece no, ancora una volta mi sono smentita da sola. E continuano le paranoie quotidiane, la paura di usare un prodotto per la casa per non intossicare la piccolina, l’ansia per aver preso un piccolo colpo sulla pancia mentre ti muovi per casa e credi di aver provocato chissà che cosa li’ dentro. Il timore di non aver cotto abbastanza a lungo la tua bistecca, perchè stavolta non era cosi’ rinsecchita e abbrustolita come la precedente e ti metti a squadrarla in sezione nel tuo piatto per essere veramente sicura che non sia rosata, che non ci sia traccia di sangue, che non ti stai procurando una toxoplasmosi da sola!

Per non parlare delle paranoie quando vai in bagno e ti sembra di avere delle perdite liquide anomale, correndo al pronto soccorso un sabato sera per paura di una rottura precoce delle acque.

E poi vogliamo mettere quando ti sembra che lo scricciolo non si muova abbastanza durante il giorno? Quando ti chiedi se la borsa della spesa che hai portato fino a casa non fosse troppo pesante e ti metti a calcolare il numero di kg esatti che conteneva? Quando ti allontani con gli occhi terrorizzati da quelli che intorno a te tossiscono o starnutiscono? Quando hai dei piccoli dolori li’ in basso e ti chiedi se sono contrazioni?

Perchè poi la chicca in tutto cio’ è rappresentata dal fatto che stare a casa da sola la maggior parte della giornata, senza nessuno con cui parlare (a parte il robot aspirapolvere, qualche volta scambiamo due parole ormai) non fa altro che ingigantire i problemi. E tu ti senti depressa, hai dei giorni in cui proprio non riesci a stare tranquilla, anzi meglio dire che si contano sulla punta delle dita quelli in cui sei un poco serena (di solito cadono tutti nei week-end quando non si è più sole). E ai momenti down si aggiungono i suddetti sensi di colpa perchè hai paura di trasmettere la tua negatività alla piccolina, perchè dovresti baciare per terra (se ci arrivassi a chinarmi fino a terra!) per il miracolo che cresce dentro di te, invece di perdere tempo a essere tristi e preoccupate.

Ma lo sono, sono perennemente in ansia per qualcosa e allora lasciatemelo dire per favore. E incito le donne appanzate come me che non vedono tutto il lato “dolce” di questa attesa a togliere la maschera e farsi avanti!

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