Sei mesi: riflessioni varie

Oggi entro nel sesto mese. Continuo a pensare che il tempo abbia preso un’ accelerazione incredibile e mi chiedo se faremo in tempo a fare tutto quello che ci manca!

La pancia cresce, ormai è evidente e forse cosi’ non mi faro’ più tanti scrupoli a chiedere di passare avanti nella coda alla cassa prioritaria! Fino ad ora, infatti, non ho mai chiesto di avere la priorità perchè non avevo voglia di incontrare gli sguardi malevoli della gente che si puntavano sulla mia pancia, scettici sul fatto che io fossi veramente incinta. Ora basta! Anche se evito comunque di andare a fare la spesa proprio perchè non sopporto di stare in piedi in coda…

Paciocca balla ormai, anche se dipende dai giorni. Quando sono più indaffarata e presa dalle occupazioni quotidiane non la sento, non so se perchè ci faccio meno caso o perchè effettivamente si muove di meno. Pero’ poi, quando sono tranquilla, soprattutto la sera, si diverte a prendermi a calci e anche il papà ha avuto l’occasione di sentirla mettendo una mano sulla pancia. Ha già il suo caratterino, quando sono a letto e mi metto girata sul fianco destro, non è d’accordo e inizia a protestare finchè non cambio posizione. Secondo me riconosce anche la voce di MA, perchè quando le parla lei risponde con dei colpetti. Inutile dire che siamo già innamorati, anche se so bene che è ancora nulla rispetto al momento in cui nascerà.

Martedi prossimo iniziamo anche il corso di preparazione al parto, è stata dura trovare un’ostetrica libera e degli orari che andassero bene sia me che a MA. A quanto pare la crisi economica non tocca le sages-femmes (ostetriche, appunto), che continuano ad essere molto richieste. Non per nulla, come dice MA, la Francia è il paese a più alta natalità in Europa, cosa che mi stupisce comunque pensando a tutte le agevolazioni per le famiglie che ci sono in Danimarca, Svezia o altri paesi più a nord. E’ sicuramente vero che qui si vedono tantissime famiglie e donne incinta, molte di più che in Italia. Di norma ogni coppia ha in media due bambini, spesso tre e ancora più spesso tutti molto vicini di età, cosa che mi stupisce sempre perchè deve essere molto molto faticoso (ma compensato dalle numerose  agevolazioni si hanno a partire dal secondo e terzo figlio!). Poi pero’ ho capito che, nella maggior parte dei casi, le mamme parigine non rinunciano a lavorare, per loro sarebbe come seppellirsi vive in casa, per cui fanno i figli, non accettano nemmeno di allattarli spesso, e dopo due mesi li lasciano nelle mani di maestre dell’asilo nido o di assistantes maternelles, cioè di tate diplomate, che costano un occhio della testa. Poi queste stesse mamme, che partono la mattina alle otto e rientrano la sera alle sette, ti dicono tutte convinte:”I figli sono la cosa più bella del mondo!”. Ah si? e tu come lo sai, che ci passi in tutto due giorni a settimana insieme e magari neanche quello, visto che magari il sabato sera ne approfittano per chiamare pure la baby sitter per uscire a teatro, al ristorante o al cinema?

In questi mesi sto riflettendo molto su che mamma voglio essere e per me la cosa più importante è di essere presente per la nostra Paciocca e per chi verrà dopo, se saremo fortunati. Non voglio piazzarla in un asilo nido a due o tre mesi, non voglio perdermi i suoi piccoli progressi quotidiani, non voglio giocare all’incastro tra mille impegni miei e di MA, concedendole le briciole del tempo che resta. Non avrei mai pensato di rinunciare a lavorare, lo ha fatto mia mamma e io mi sono ripromessa che non avrei fatto quello che al tempo giudicavo un errore. Ma si cambia, gli occhi con cui si guarda alla vita sono diversi e le priorità ne sono scombussolate completamente. Il lavoro, in tutti questi anni, non mi ha dato nulla di veramente soddisfacente, per cui non mi pesa rinunciarci per seguire passo passo la crescita di Paciocca. Tanto più che prendere uno stipendio per poi doverlo dare quasi tutto ad una persona estranea che si occupi di Paciocca mi sembra veramente stupido. Abbiamo passato giorni e giorni a fare calcoli, per essere sicuri di poterci permettere il solo stipendio di MA. Ce la possiamo fare, ovviamente non potremo permetterci un viaggio alle Maldive, ma chi se ne importa? Siamo pronti a fare quei piccoli sacrifici che saranno richiesti e poi, quando e se lo giudicheremo opportuno, tornero’ a lavorare in futuro, quando non ci sarà più l’esigenza della mia presenza costante.

Devo ammettere che, la prospettiva di stare a casa 7 giorni su 7, occupandomi solo delle faccende domestiche e della bimba, mi spaventa un pochino, perchè ho comunque paura di dare di matto ad un certo punto. Cerchero’ quindi di ritagliarmi dei momenti per me, passando il testimone a MA. Inoltre, ci siamo già assicurati l’aiuto dei nonni materni e paterni per almeno il primo mese e mezzo di Paciocca, per evitare scene da incubo e momenti di totale panico subito dopo il ritorno a casa dall’ospedale. Cosa che, conoscendomi, sarà molto molto probabile!

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2 pensieri su “Sei mesi: riflessioni varie

  1. Intanto congratulazioni per la pupa, non ero ancora riuscita a scrivere!
    Riguardo al discorso lavoro, fai quello che senti.
    Io sto per tornare a lavoro, e se qualche mese fa piangevo (davvero) al solo pensiero, ora sono tesa ma comincio a pensare che per me (e sottolineo per me) sia la cosa migliore.
    Mi permetto di dirti questo: se puoi prenderti congedo parentale, prenditelo, e fai passare i primi 5-6 mesi, poi vedi come ti senti all’idea di tornare o non tornare a lavoro.
    Entrambe le scelte sono giuste, se sono quello che va bene per te :).
    Buon ultimo trimestre!!!

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