La rentrée

Il primo settembre sono ricominciante le scuole qui in Francia. Il ritorno sui banchi di scuola si chiama rentrée scolaire, o più brevemente rentrée.

A me pare che qui le famiglie siano molto più coinvolte in tutti i preparativi che la rentrée dei figli implica, rispetto a quanto ricordo in Italia alla mia epoca. Andare al supermercato le ultime due settimane precedenti il rientro a scuola è un suicidio: è matematicamente sicuro che ci si scontrerà con mamme nervose che spingono carrelli strapieni di acquisti, con figli al traino che si impuntano su alcuni prodotti e non vogliono proseguire lungo il cammino materno, bloccando tutta la corsia del supermercato. Gli acquisti scolastici cancellano con un colpo di spugna netto i benefici rilassanti delle vacanze ed i genitori si ritrovano con un diavolo per capello.

Che poi, una cosa che non capisco è perchè le famiglie, oltre ad avere il carrello straripante di materiale scolastico, comprino anche pacchi enormi di cereali, biscotti, merendine e simili. I supermercati stessi fanno delle grosse promozioni su questi prodotti, proponendo formati famiglia-extra large che basteranno fino alle vacanze di Natale. Che cosa significano queste scorte di viveri? Che i genitori non hanno più fatto la spesa da giugno? Che i figli, una volta ripreso lo studio, hanno carenze di zuccheri e abbisognano di merendine e cereali in dosi da elefante?

Una grande differenza che noto rispetto all’Italia, e che apprezzo, è l’assenza di pubblicità martellanti, a partire già da luglio, di zaini, diari, astucci e compagnia bella. Io di queste pubblicità alla TV non ne ho proprio viste e anche tutta la varietà di diari che si trova in Italia non esiste. Meglio, semplifica le cose! Se penso a quante settimane ci mettevo io a scegliere il diario quando andavo a scuola! Manco fosse la scelta più importante dell’anno…

zaini

Il delirio generale nei centri commerciali prima della rentrée ha toccato anche me, che non c’entro nulla con tutta questa frenesia e mi sono ritrovata nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Lunedi’ mattina, ultimo giorno prima dell’ora X, mi viene la pessima idea di andare al centro commerciale vicino a casa per comprare a MA un nuovo zaino per andare al lavoro, perchè ci siamo dimenticati a Padova quello vecchio. Mi sono cosi’ diretta ad un negozio di articoli sportivi che aveva delle offerte interessanti e dove avevo già addocchiato un buon candidato per le spalle di MA.

Vado, prendo lo zaino e mi dirigo alla cassa… e c’è la coda. Si’ perchè anche se non si tratta di una cartoleria o di un supermercato, solo il fatto che vendano qualche zaino ha attirato le mamme ed i figli, soprattutto dal momento che ci sono degli sconti se sei munito della carta fedeltà del negozio. Ecco la fregatura. Tutta la gente davanti a me vuole approfittare degli sconti ma non ha la famigerata carta per cui se la fanno fare al momento, rallentando il flusso di clienti alle casse. Ma porca miseria! Vabbé, mi armo di santa pazienza e chiedo alla mia schiena di avere pazienza pure lei (ultimamente mi stanco a stare in piedi immobile, o mi muovo o mi devo sedere). Finalmente arriva il mio turno, io vado veloce perchè la tessera fedeltà ce l’ho, tiro fuori la carta di credito per pagare e in quel momento si avvicina una megera di mezza età che scavalca la fila per dire in maniera strafotente alla commessa:” Ma non avete una cassa prioritaria? C’è una signora incinta che aspetta in coda!”. Io mi volto a guardare questa rompiballe, con la mia carta in mano pronta a pagare e le dico: “Scusi signora, anche io sono incinta e ho fatto la fila”. Della serie, togliti dai piedi e fammi andare a casa per piacere! Al che, la rimbecillita mi guarda, poi abbassa lo sguardo sulla mia pancia (ora ho una specie di pancetta da birra, che non si capisce se sono ingrassata o se sono incinta a vederla da sopra i vestiti). Mi risponde dubbiosa:” Si’, ma la signora li’ dietro è più incinta di lei!”, indicandomi una panzona all’ottavo mese ad occhio e croce. Ma che cacchio vuoi? Ma perchè certa gente deve essere cosi’ stronza? Ti devo esibire il certificato di gravidanza? E poi, sto pagando, se mi lasci finire in due minuti me ne vado via, lasciami in pace e non fare perdere tempo cosi’ a tutti!  E che ne sai se io in piedi cosi’ ferma immobile ci sto bene o meno? Che ne sai della mia schiena dolorante tutti i santi giorni? Che ne sai dei mie sbalzi di pressione, che se mi alzo dalla sedia troppo di scatto mi gira la testa? Non sai nulla, quindi taci e sparisci! Io già mi sento a disagio al supermercato a piazzarmi alle casse prioritarie, mi sembra di non averne il diritto e se c’è della gente davanti a me che non ha evidenti problemi fisici o di età comunque non rompo le scatole a nessuno per passare davanti a tutti, pur avendone il diritto perchè è qappunto quello il principio delle casse prioritarie.

Purtroppo la percentuale di stronzi che popolano il pianeta continua ad ingrossarsie non ci si puo’ fare nulla!

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2 pensieri su “La rentrée

  1. Lei è più incinta di te…ahahahahhahahahahahahaah Che gente del cavolo.
    Ne avrei da raccontare a proposito di file e di panza, ma il culmine è avvenuto alla cassa con priorità per gestanti.
    Io una panza che non finiva più, si avvicina un ragazzone e mi dice:
    Scusa mi lasci passare che ho solo un articolo?
    Lo guardo allibita pensando: ma fa sul serio?
    Si faceva sul serio. Stordito come pochi. Cosa vuoi dire ad una persona così ignorante? Vuoi metterti a far discussione? Non ne avevo voglia, nè energia. L?ho lasciato passare.

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    • Assurdo. Pensi sempre di aver visto tutto e invece non si finisce mai di stupirsi. Come diceva Einstein:” Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi”. Appunto.

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