Una giornata alternativa

Le nostre giornate qui in Trentino di solito seguono sempre il solito schema: sveglia tra le 8:30-9:00, colazione, passeggiata tra i boschi tranquilla per un paio d’ore, pranzo, riposo pomeridiano con eventuale altra passeggiata nel centro del paese e merenda in pasticceria (o a casa, a seconda delle voglie).

Oggi, invece, abbiamo avuto una giornata diversa, anche se ne avrei fatto volentieri a meno.

Stamattina quando ci siamo svegliati mi sentivo stanca ed avevamo deciso quindi di non fare camminate silvestri, ma di limitarci ad un giro verso il lago con tappa al panificio lungo la strada per comprare del pane fresco. Arrivati dal fornaio, causa Ferragosto imminente, abbiamo trovato una coda piuttosto lunga, che proseguiva addirittura fuori dal negozio (c’é da dire che quest’ultimo è piccolo comunque all’interno). Vabbé, ci siamo messi in coda… finchè, dopo qualche minuto, ha cominciato a girarmi la testa e mi sono appoggiata a MA, dicendogli che non mi sentivo bene. Le orecchie mi si sono come ovattate e prima che mi rendessi conto di qualcosa sono svenuta. Paff! Come una pera. Tra l’altro in francese un modo simpatico per indicare lo svenimento è proprio “tomber dans les pommes” (cadere nelle mele, non so da cosa derivi).

Quando mi sono ripresa, circa 10 secondi dopo secondo MA, mi sono ritrovata stesa a terra con un tipo che mi teneva le gambe sollevate e un sacco di gente sconosciuta intorno che mi guardava e vociava. Mi sono spaventata e ho iniziato a tremare e piangere, non riuscivo a controllarmi. Che figura. Ora tutto il paese sa che sono incinta! Una signora mi ha offerto una bottiglietta d’acqua ed un’altra ha chiamato il 118. La dottoressa della Croce Rossa mi ha posto alcune domande al telefono e mi ha chiesto se volevo essere portata in ospedale per un controllo. Ho esitato solo un attimo prima di accettare, volevo essere sicura che Paciocco stesse bene. In pochi minuti è arrivata l’ambulanza e siamo partiti per Trento. Cosi’ ho fatto anche l’esperienza del trasporto in ambulanza e lettino fino al Pronto Soccorso. L’infermiere che mi ha fatto compagnia durante il viaggio era gentilissimo e ho scoperto che anche lui è di Padova e abbiamo pure un amico in comune. Come è piccolo il mondo!

ambulanza

Una volta arrivati al PS, dopo le scartoffie dell’accettazione, complicate dal fatto che siamo residenti in Francia, mi hanno subito misurato la pressione (lo avevano già fatto in ambulanza) ed era solo un po’ bassa, ma nella norma per me che ho sempre avuto un po’ di ipotensione. Mi hanno fatto andare nel PS di ostetricia e ginecologia e fatto stendere su un letto in una stanza doppia. Qui è iniziata la lunga attesa per la visita ostetrica e l’ecografia. TRE ORE! Tre ore infinite, con lo stomaco che brontolava perchè era ormai vuoto dalla colazione (geniale per una che è appena svenuta, no?) ,senza poter andare a comprare nulla da mangiare al bar dell’ospedale perchè non si sapeva quando ci avrebbero chiamato. Tre ore durante le quali mi hanno fatto un prelievo (tanto per cambiare) togliendomi tre fiale di sangue e inserendomi anche un poco simpatico ago per le flebo, “che non si sa mai se ne avrà bisogno, Signora”. Per la cronaca: alla fine non ne ho avuto bisogno e per due ore e mezza non ho potuto piegare il braccio… Ma la cosa peggiore è stato l’alternarsi delle mie compagne di stanza nel letto accanto al mio, tutte donne con pancione enorme, alla 39°-40° settimana di gravidanza, che dovevano partorire o avevano iniziato ad avere le contrazioni. E’ strano, ma quando una rimane incinta non pensa al momento del parto, anche se sa che dovrà soffrire e non sarà una passeggiata. Ecco, io oggi non sono riuscita ad ignorare questa sofferenza perchè me la sono ritrovata sbattuta in faccia a pochi passi di distanza. Sentire i sospiri di dolore di queste donne, i loro discorsi farfugliati perchè annebbiate dalla sofferenza, le loro richieste di aiuto, i loro “non ce la faccio più”… non mi hanno aiutato a rilassarmi di certo. Quando è arrivata l’infermiera per mettermi gli elettrodi per un’elettrocardiogramma (sette elettrodi! su piedi, polsi, seno, gambe) avevo paura che i risultati venissero falsati visto che ero tesa come una corda di violino. Ho chiesto all’infermiera se facevo in tempo a mangiare qualcosa prima della visita ostetrica visto che erano le 14:30 e lo stomaco mi faceva sempre più male, mi ha risposto di aspettare perchè entro mezzora massimo mi avrebbero chiamato. Non è stato cosi’. Ci è voluta quasi un’altra ora. Comunque alla fine mi hanno fatto un controllo ginecologico di routine, con speculum ed ecografia. Tutto normale, utero nella norma, nessuna perdita, Paciocco sta bene ed è bellissimo, è lungo 4,7 cm e oggi si vedeva anche il nasino, i piedini e le manine! Mentre lo guardavamo ha mosso una manina e se l’è messa davanti al viso. Questo momento mi ha ripagato di tutto il resto della giornata. Ho chiesto anche per quella storia di quel liquido extra-embrionale che due settimane fa mi avevano detto che sembrava un po’ troppo abbondante, ma secondo la dottoressa non c’era nulla di strano e tutto andava bene. Mi hanno dimesso raccomandandomi di bere molto e non stare troppo in piedi. Nessuna minaccia di aborto o altro per fortuna.

Dopo aver pagato 210 euro di ticket perchè siamo residenti all’estero (e spero che la Securitè Sociale francese ci rimborsi il tutto!), ci siamo avventati su un toast ed un cornetto alla marmellata comprati in fretta al bar dell’ospedale per riempire i nostri stomaci. Io stavo male di nuovo perchè ero a digiuno da troppo tempo. Siamo poi usciti dall’ ospedale e siamo andati a bere una bibita fresca al bar di fronte, seduti all’ombra in attesa che arrivassero i mie genitori a riprenderci (loro erano in escursione stamattina quando è successo il tutto).

Non lo immaginavo, ma Trento, pur essendo circondata da montagne, in estate è un forno e i 31°C di oggi pomeriggio hanno fatto il resto… cosi’ mentre eravamo al bar e MA si era allontanato un attimo per andare incontro ai miei genitori che erano appena arrivati in auto, io mi sono di nuovo sentita male e sono svenuta per la seconda volta. E di nuovo mi sono svegliata circondata dai clienti del bar che avevano chiamato il 118! E di nuovo è arrivata l’ambulanza e gli infermieri che mi hanno misurato la pressione ed il battito e mi hanno fatto alcune domande per essere sicuri che fossi cosciente. E di nuovo mi sono messa a piangere. Volevano riportarmi al PS ma mi sono rifiutata, volevo tornare a casa. E cosi’ abbiamo fatto. Appena rimesso piede in montagna l’aria fresca ed un bel gelato per merenda mi hanno rimesso un po’ in sesto. E la cena della mamma ha fatto il resto. Visto che tutte le infermiere e la dottoressa mi hanno detto che sono magra oggi, stasera ne ho approfittato e ho mangiato più di quello a cui sono abituata per rifarmi (e già di mio in queste settimane in montagna ho aumentato le dosi di cibo per l’appetito montanaro che mi è venuto). Risultato: pancia gonfia e dolori dopo cena. Oggi non ne faccio una di giusta!

abbuffata

Vabbé, domani è un altro giorno e speriamo sia migliore. Per ora tutto quello che mi importa è che Paciocco cresca bene e non abbia problemi, poi quello che succede a me passa in secondo piano…

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6 pensieri su “Una giornata alternativa

  1. Certo, alternativa è stata davvero alternativa. Mi mancava di conoscere qualcuno che fosse svenuto due volte nella stessa giornata 🙂
    A parte gli scherzi, per fortuna che va tutto bene a Paciocco là dentro, e riguardati. Perché ora, quello che succede a te non passa in secondo piano, ma ricade sul tuo bebè quindi, è giusto controllarsi. Mannaggia però, deve essere stata un’esperienza davvero poco piacevole…

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  2. Ciao Micol, ho scoperto oggi il tuo blog. Congratulazioni x la tua gravidanza! Anch’io ho avuto un percorso simile al tuo e anch’io ora sono incinta. E’ successo anche a me di svenire, circa 4-5 volte. Puo’ dipendere dal flusso sanguigno. Io ora sono alla 14esima settimana. Anch’io, come te, ho affrontato la PMA all’estero (prima un tentativo in Italia e poi uno a Hong Kong) e ora vivo la gravidanza negli USA…non e’ facile x me essere cosi’ lontana da casa…avrei voglia di mangiare cibo famigliare tipico italiano…purtroppo il volo e’ troppo lungo x me x poter tornare a casa. In bocca al lupo x la tua gravidanza e stai tranquilla. Ciao, Samuela (il mio blog e’ https://unpescefuordacqua.wordpress.com/ )

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