Vacanze, vacanzieri e cervelli in ferie

Tempo di vacanze, di relax, di mare, montagna, sole, passeggiate e bagni. Tutti sentiamo il bisogno prima o poi di staccare la spina, di cambiare aria.

vacanze

In questo periodo estivo la popolazione si divide in diverse categorie:

  • i fortunati che sono già in vacanza e che si rendono odiosi a quelli che ancora non lo sono postando continuamente sui social network foto di spiagge, vette alpine, enormi piatti di spaghetti allo scoglio o strudel di mele. Lo sappiamo che vi state godendo la vita, non c’è bisogno di infierire sugli altri, grazie (ma poi lo so che faro’ lo stesso).
  • quelli che devono ancora partire, come la sottoscritta, ma che praticamente si sentono già in vacanza e iniziano a fare il conto alla rovescia. In casa hanno già le valigie pronte da riempire e la tavola da surf è stata recuperata dalla cantina ed ogni tanto le lanciano un’occhiatina per farsi coraggio e tenere duro ancora per qualche giorno di lavoro;
  • quelli che sono già andati e tornati dalle ferie, magari perchè muniti di pupi al seguito, per cui le spiagge sono praticabili solo nelle prime settimane di giugno quando il caldo non è ancora troppo soffocante e le località non eccessivamente affollate. Auguri a chi ha già consumato le sue ferie e deve passare il resto dell’estate in città!
  • quelli che in vacanza ci andranno a settembre, un po’ più fuori stagione, quando i prezzi scendono (ma anche le temperature!) e magari puntano addirittura ad una super occasione last minute. Questi hanno ancora da rosicare prima di riposarsi, pero’ la loro rivincita se la prendono quando tornano al lavoro belli abbronzati in autunno, quando la maggior parte di noi ha già ritrovato il suo pallore abituale;
  • quelli che si accontentano delle toccate e fuga in qualche posto non troppo lontano da casa, sfruttando i fine-settimana o il ponte di ferragosto e che passeranno la maggior parte del week-end fuori porta bloccati in lunghe code sull’autostrada, sotto il sole e tramortiti dall’afa;
  • quelli che non possono partire in vacanza proprio per nulla, perchè in estate non possono prendere ferie, il più delle volte perchè legati ad attività quali il turismo. Un grande pensiero solidale a tutte queste persone che, oltre a lavorare, devono sorbirsi tutti i giorni la vista di chi non fa un cavolo dalla mattina alla sera!
  • quelli che non possono partire in vacanza per motivi economici e ce ne sono tante di persone che sono in questa situazione purtroppo. Ogni commento è inutile. L’unica magra consolazione puo’ essere di godersi le città deserte in pieno agosto, che hanno comunque un loro fascino (Parigi in agosto dà il meglio di sé).

Queste sono le categorie più tipiche, a mio avviso. Ma attenzione, manca quella più particolare e pericolosa: il cittadino sfigato che non puo’ andare in vacanza, costretto a rimanere inchiodato in città, ma che ha mandato in ferie il cervello! Li si riconosce per quel loro sguardo da alienati quando girano per le strade, il che è particolarmente pericoloso se si trovano alla guida di un’auto. O li riconosci per i discorsi che ti fanno, che ti indicano chiaramente che li’ dentro la scatola cranica non c’è più nulla in questo periodo. Volete un esempio? Subito!

Comunicare la bella notizia della gravidanz ad una tua amica francese che non vedi da un paio di mesi, che è al corrente di tutto il tuo percorso periglioso, e sentirsi rispondere:” Formidabile! Ma non esaltiamoci troppo, sarai sicura solo alla fine dei primo trimestre”  e per non farmi mancare nulla mi parla di una sua amica che ha avuto due aborti, uno dopo un mese di gravidanza ed il secondo al terzo mese. Ma vaffff!!!!!! Come se di paranoie non ne avessi già abbastanza per conto mio, grazie! Lo so benissimo, testa vuota, che fino alla dodicesima settimana non posso cantare vittoria, ma anche tu prima di parlare, cavolo, rifletti! Ahhh no, dimenticavo, non puoi, hai il cervello in vacanza!

cervello in vacanza

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7 pensieri su “Vacanze, vacanzieri e cervelli in ferie

  1. No vabbè,il suo cervello è in vacanza da una vita mi sa. Come si fa a dire certe cose ad una mamma in attesa, che abbia fatto il tuo difficile percorso o che ci sia rimasta al primo colpo, certe cose non si dicono mai!!!!

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    • M. sei stata moooolto gentile – direi una vera Signora – definendo questa persona semplicemente una il cui cervello va in vacanza…Sono davvero esterrefatta…Mancanza di sensibilità e aggiungerei un tantino di cattiveria direi che sono gli ingredienti principali che compongono la ricetta della sua reale
      essenza.

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      • Paola, la cosa che mi stupisce di più è che lei in realtà è una persona di cui ho molta stima, ma questo discorso mi ha completamente spiazzata. Sarà che è più giovane di me, che non ha nessuna voglia di avere figli, ma insomma, basta un po’ di buon senso!

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    • Il problema è che lei non è ancora mamma, ha qualche anno meno di me e per ora desiderio di maternità zero. Pero’ questo non giustifica assolutamente un’uscita del genere. Questa gente non sa quello che puo’ scatenare una frase simile nel cervello di una donna incinta, che già di suo è vittima di un bombardamento ormonale pazzesco… mi ha rovinato la mattinata!

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  2. MI hai mandato tanti saluti a”mademoiselle sua madre”? Io non ho parole sono scioccata! Anche una mia amica ne ha trovata una di quelle! Non riusciva a rimanere incinta e lei se ne esce”peccato potevi risparmiare i soldi dei contraccettivi quando non lo volevate” ma come gliel’ha detto con un’aria afflitta proprio! Ma vaff***

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