La consapevolezza della maternità

Qualche tempo fa ho letto, su una rivista francese a cui sono abbonata e che stimo per la serietà degli argomenti trattati e per il modo in cui vengono discussi, la lettera di una mamma quarantenne, con due figli ormai autonomi, che dichiarava la sua perplessità ed incomprensione nei riguardi di quelle donne che diventano mamme per la prima volta a quarant’anni. La signora in questione si dichiarava fiera di aver avuto dei figli prima dei trent’anni, spiegando che in questo modo ora, ancora giovane, poteva godersi la sua vita ed avere ancora tante possibilità davanti a lei.

Questo articolo, che mi ha lasciato a dir poco l’amaro in bocca, si aggiunge ad un altro pensiero di una giovane conoscente, medico specializzando, che parlando delle numerose primipare quarantenni che incontra ogni giorno nel suo lavoro in ospedale ha sparato la sentenza:” Ma i figli si fanno quando si è giovani!” aggiungendo che al giorno d’oggi le donne vogliono anteporre carriera e divertimento alla maternità.

età

Ora, grazie anche alla realtà che sto imparando a conoscere giorno per giorno durante il mio percorso, vorrei fare un paio di riflessioni, sulle questioni precedenti, anche se purtroppo dubito che arriveranno alle orecchie che meriterebbero di sentire le mie parole.

Io credo che per diventare madri si debba raggiungere una certa consapevolezza ed una certà maturità: avere un bambino è un cambiamento enorme nella vita di una donna e questa per prima deve esserne cosciente ed essere disposta ad accettarne tutte le conseguenze, senza sentirsi in qualche modo forzata a fare questa scelta. Diventare mamma significa mettere da parte noi stesse, dimenticarsi in qualche modo di noi, e mettere in primo piano i figli. Questo comporta inevitabilmente delle rinunce, dei sacrifici a volte molto grandi, e tutto questo un genitore dovrebbe essere in grado di farlo senza far pesare nulla ai figli, per non scaricare su di loro frustrazioni e delusioni che generano dolorosi sensi di colpa difficili da cancellare. Tutto cio’ è veramente difficile da realizzare, pero’ io credo che una donna quarantenne (ma anche sulla trentina abbondante!) possa essere più disposta a farlo rispetto ad una ventenne che ha ancora voglia di fare tante esperienze nella vita. La mamma più matura ha già avuto molte occasioni di dedicarsi anima e corpo al lavoro, ha potuto approfittare a lungo di divertimenti e cene romantiche ed ora si sente pronta a dare tutto il suo tempo ad un bimbo, consapevole che da quel momento in poi la sua vita cambierà, ma non sentirà, come potrebbe accadere nel caso di una ragazza più giovane, di non aver approfittato abbastanza della vita. Per questo motivo parlo di consapevolezza della maternità.

Purtroppo la vita di una donna non è mai facile, si vorrebbe avere tutto ma non si puo’ o difficilmente ci riesce. Vorremmo fare carriera, avere una famiglia, sdoppiarci per cercare di conciliare le due cose, ma non è possibile, ovviamente siamo costrette a fare dei sacrifici nelle due sfere, quella lavorativa e quella privata, per arrivare ad un compromesso. Sono scelte che spesso non si pongono agli uomini, anzi direi quasi mai. Un uomo puo’ fare carriera ed essere padre allo stesso tempo, nessuno glielo vieta. Una donna deve fare una scelta, c’è chi cerca di portare avanti le due cose in parallelo ma molto spesso si arriva a delle situazioni di crisi: esaurimento nervoso, figli insoddisfatti e poco seguiti, problemi di coppia, improduttività sul lavoro. E’ stata molto criticata la proposta di Facebook ed Apple per il congelamento degli ovuli delle loro dipendenti. Io non me la sento di giudicare, penso solo che la scelta di una donna riguardo a questo non sia mai a cuor leggero, non si puo’ parlare di egoismo con tanta facilità, ci sono molti aspetti del problema che meriterebbero di essere affrontati uno ad uno.

Oltre alla consapevolezza della maternità, esiste poi il motivo economico della faccenda. Si diventa mamme più tardi perchè si raggiunge più tardi un’indipendenza o una sicurezza economica che ci permetta di crescere un figlio. La crisi di questi ultimi anni, la difficoltà a trovare un lavoro (stabile poi!), l’emigrazione verso paesi stranieri dove le prospettive lavorative siano migliori, tutto questo contribuisce a ritardare le gravidanze. Perchè avere un figlio costa, non c’è bisogno di dirlo. E ancora di più costa per quelle che devono seguire un percorso di procreazione assistita. Tra le varie conoscenze che sto facendo in questo periodo, mi capita spesso di sentire il caso di aspiranti mamme che devono abbandonare la ricerca per problemi economici. La PMA è cara, carissima, se si vuole rimanere nell’ ambito della sanità pubblica si è seguiti male e ci sono tempi infiniti (anche uno o due anni per una FIV), se si passa al privato bisogna essere pronti a sborsare cifre molto grosse.

infine, vorrei anche spezzare una lancia a favore di una categoria di donne a cui spesso non si pensa: le donne single. Tra le mie conoscenze ho parecchie persone che non hanno ancora trovato la loro anima gemella. Vi posso assicurare che è tutta e solo una questione di fortuna!  IO stessa ho incontrato MA “tardi”, quando avevo ormai 28 anni e prima ero stata 4 anni da sola. Ci siamo sposati un anno dopo e tutti e due eravamo d’accordo sul fatto di voler aspettare un paio d’anni prima di metterci alla ricerca di un figlio (ahh poveri ingenui!) perchè sentivamo comunque il bisogno di creare una nostra vita a due, di conoscerci, di godere l’uno dell’altro senza altri vincoli per il momento. Quindi, io mi sono sentita pronta a diventare madre a 31 anni, a quell’età mia mamma aveva già una figlia di 4 anni (me) e dopo poco sarebbe nato il secondo. Ma che colpa ne ho io se ho trovato la persona giusta tardi? Se i miei genitori si sono messi insieme a 15 anni e io a 28? è solo una questione di fortuna! E quindi, tutte quelle donne che sono sole, che sono alla ricerca della loro metà, perchè non hanno diritto, una volta che l’avranno trovata, a diventare mamme anche se quarantenni? E se qualcuna non trovasse mai la persona giusta, non avrebbero comunque il diritto di avere un bimbo se lo desidera veramente? La maternità negata ai single è oggetto di grandi dibattiti, cosi’ come i genitori omosessuali. Solo per questo ci vorrebbe un altro post, ma qui vorrei semplicemente dire che trovo veramente crudele negare a queste due categorie di persone la possibilità di avere un figlio.

Alla fine di tutto questo discorsone lunghissimo, vorrei aggiungere solo quello che provo io riguardo a tutto cio’. Come avevo detto in uno dei primi post del blog, non sono una che ha sempre avuto il  senso materno innato, è qualcosa che è affiorato dentro poco a poco e che il percorso di PMA ha radicato sempre di più in me. Le PMAmme si rendono conto, ancora meglio delle mamme “normali”, della quantità di sacrifici che richiede un figlio, perchè per noi i sacrifici iniziano ben prima della nascita del bambino. Quello che per tutte le altre donne è un evento naturale, per noi diventa qualcosa di eccezionale, di straordinario. Dopo tutto quello che ho passato io mi stupisco tantissimo di come si arrivi al miracolo di una nuova vita, di quale concomitanza di eventi si debba avere per riuscire a generare un figlio!  Ogni piccolo aspetto di stupisce, ci fa apprezzare e vivere l’esperienza della gravidanza in maniera intensa e diversa da tutte le altre donne, ripagandoci almeno del dolore e della sofferenza che questo percorso di PMA comporta.

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5 pensieri su “La consapevolezza della maternità

  1. E’ vero, la vita di oggi, porta le donne ad avere la prima gravidanza più tardi. La fanno facile certi quando dicono che i figli bisogna farli da giovani, bisogna farli quando ci si sente in grado di crescerli, quando si può dar loro un minimo di sicurezza, anche economica. Io il detto: “Dove si mangia in due si mangia anche in tre, o in quattro…” trovo che sia una stronzata, soprattutto al giorno d’oggi che se la donna resta incinta al rientro no ha più il lavoro.
    Il tuo percorso poi è ancora più difficile e in salita e quando riuscite a realizzare il vostro sgno avete una gioia doppia, anzi tripla o forse ancor di più

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    • Grazie per le tue parole sempre cosi’ giuste, mai a sproposito. Purtroppo ci sono molte persone, tra cui i nostri politici e chi si occupa di fare statistiche del piffero che dimostrano l’età tardiva delle mamme italiane, che parlano solo per dar aria alla bocca, senza tenere in nessuna considerazione la realtà. La difficoltà a trovare un lavoro, ad avere un contratto a tempo indeterminato, i lunghi studi che ora si fanno per acquisire una specializzazione sperando di poter cosi’ avere una posizione migliore, la crudeltà delle aziende e degli enti pubblici stessi verso le donne incinte che negano loro un sostegno economico durante la maternità…. sono pochi quelli che riflettono a tutto questo prima di parlare!er quanto riguarda l’infertilità una coppia su sei ne soffre, non è poco. E infine per quello che riguarda la difficoltà a trovare la persona giusta non è un caso se pullulano le agenzie di incontri, a quanto pare diventa sempre più difficile “sistemarsi”.

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  2. Io, fino ai 30 anni e mezzo, non ho trovato la persona giusta.
    Ho avuto una storia importante con convivenza e tutto, finita intorno ai 26. Dopodichè, anni in cui mi sono fatta del male, con gli uomini, ma in cui mi sono anche ricostruita: ho chiesto un mutuo per comprare casa, ho preso una seconda laurea per avere più possibilità lavorative, ho fatto tante cose. Finalmente ho incontrato il Filosofo.
    E dopo un anno e mezzo insieme abbiamo cominciato a provare.
    Ora…avevo già quasi 32 anni, e quindi già non rispondevo più alla caratteristica “figli sotto i 30 anni”. Noi abbiamo provato e provato, e io ho ora un figlio di 3 mesi…e 36 anni.
    Non sono una giovane mamma. Me ne rendo conto. Penso anch’io che a 26 anni, anzichè 36, avrei avuto più energie. E magari avrei avuto anche meno problemi a concepire.
    Ma a 26 anni la storia che avevo stava finendo. E anche se io i figli li volevo già, poi la mia vita ha preso altre strade, e io ci ho messo quasi altri 10 anni per arrivare a coronare il mio sogno.
    Non è che ho aspettato apposta. Quanto mi irritano le persone che giudicano senza sapere come ci si è arrivati, a certe “scelte”.

    P.S. per altro io ho un lavoro sicuro solo da 4 anni, prima mi sbattevo tantissimo con contratti ben poco felici, e tutt’ora in famiglia sono io quella con lo stipendio, il Filosofo è messo come ero messa io prima, tanto lavoro e pochi soldi e soprattutto nessuna copertura per malattia nè nulla. E noi abbiamo deciso di avere figli lo stesso, pensando “ce la faremo, in qualche modo” anche perchè sappiamo di avere il mio stipendio (che non è astronomico, anzi, faccio l’insegnante di scuola d’infanzia…figurati…) che almeno è fisso.
    ora…se anche io e lui ci fossimo trovati 10 anni fa, con che soldi lo mantenevo il bambino? Con che soldi??? che nessuno dei due aveva uno stipendio sensato e io stavo mettendo TUTTI i soldi nel mutuo per questo appartamento dove stiamo ancora? ma via…chi dice che i figli vanno fatti presto dovrebbe metterci nelle condizioni di porterlo fare!

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    • Inutile dirti quanto io sia d’accordo con te. Sono delle frasi idiote, quasi come la famosa:”Il popolo non ha pane. Allora dategli delle brioches!”. 🙂

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