Conoscete veramente i vostri vicini?

“Connaissez-vous vraiment vos voisins?” è il titolo di una stupida trasmissione-simil reality francese che mi capitava qualche volta di guardare (il pomeriggio mentre facevo il tapis roulant in palestra, quindi non per scelta personale!).

Ecco direi che il titolo riassume bene l’argomento di oggi, che scaturisce da un bisogno impellente di far passare un’incazzatura arrabbiatura domenicale.

Viviamo in questo condominio da quasi cinque anni ormai e, devo ammetterlo, conosco ben pochi degli altri inquilini del palazzo. Sarà che sono 7 piani, 4 appartamenti per piano, un totale di 28 famiglie, sarà che i francesi stanno tutta la giornata fuori casa e quando tornano alla sera sono ko per il lavoro, certo è che quando abbiamo traslocato non ho avuto la fortuna di sentir bussare alla mia porta una qualche desperate housewife che mi accoglieva con una bella torta di benvenuto…

Qui ognuno si fa i cavoli suoi, non nascono amicizie tra vicini che portano a scambi di inviti a cena, è tanto se ti salutano quando li incroci per le scale. Per dare un’idea, l’inquilina di uno dei quattro appartamenti del nostro pianerottolo io l’ho vista per la prima volta qualche mese fa, dopo cinque anni qui! Ecco perchè poi fanno delle trasmissioni simili in TV, i tuoi vicini potrebbero essere tranquillamente dei serial killer e tu non lo sai!

The_Flanders_Family

I pochi vicini che “riconosco” (e sottolineo la differenza con “conosco”) risaltano per la loro… stronzaggine! Naturalmente fanno già parte della mia lista nera di cui vi avevo parlato in post precedenti…

Premetto che io e MA siamo degli inquilini modello, stiamo per la maggior parte del tempo fuori casa e che quando stiamo qui non abusiamo mai del volume della musica o della TV, non invitaimo amici che fanno casino fino a notte tarda, non ci mettiamo a saltare sul pavimento o sbraitare da una stanza all’altra.

Detto questo, ecco una breve panoramica delle persone con cui mi trovo a che fare. Io li denoto tutti con il nome di “stronzi” a cui poi aggiungo una descrizione aggiuntiva per identificarli meglio.

Iniziamo con quella che stamattina mi ha fatto saltare i nervi, la stronza del piano di sotto. Questa qui è una vera megera, una FDC (faccia da c…) a pieno titolo, sui 60 anni. In cinque anni ci ho avuto a che fare 4-5 volte e tutte per una lamentela. Non è tanto, direte voi, ma vi assicuro che basta, per come ti tratta e perchè ha semplicemente torto marcio!  La prima volta è stata una domenica pomeriggio verso le 17, avevamo da poco traslocato e MA stava montando i nuovi comodini in salotto. Questa ha avuto il coraggio di venirsi a lamentare per qualche colpo di martello, tra l’altro di brevissima durata. Sappiate anche che il nostro salotto sta proprio sopra il loro, per cui non è che mentre noi montavamo i mobili loro stavano sotto a dormire in camera da letto. E poi, voglio dire, è domenica e sono le 17, quando cavolo li posso montare i mobili secondo te? E ci avevamo pure messo dei cartoni a terra per attutire i colpi! Le altre volte in cui è venuta a rompere le scatole è stato sempre perchè passavamo l’aspirapolvere. Anche qui, tenete presente che noi abbiamo uno degli aspirapolveri più costosi sul mercato proprio perchè super silenzioso, del tipo che quando MA lo passa in salotto io nelle stanze non sento nulla (e abitiamo in 70 metri quadri scarsi non nella reggia di Versailles!). Dunque che cavolo rompi le balle, o tu stronza? Una volta che è venuta a lamentarsi erano le otto di sera e avevo rovesciato qualcosa per terra in cucina che necessitava di essere pulita. L’altra volta è stata appunto oggi, alle 13:30, mentre facevamo le pulizie domenicali e siccome abbiamo osato alzarci più tardi delle altre domeniche ci siamo prolungati oltre l’orario abituale. Ma che cosa vuoi, sono le 13:30, ma lei ha il suo petit fils (nipotino) che dorme e noi facciamo troppo rumore, l’aspirapolvere strisci per terra. Io, che invece di mandarla a quel paese, le rispondo anche gentilmente le dico che ho quasi finito e che mancano cinque minuti e lei risponde:”No, dovete smetterla!”. Ehhh? Scusa? Tu non mi dai ordini! Io non sto infrangendo nessuna regola, mentre tu mi stai infrangendo qualcos’altro! In tutto questo, la cosa che per noi rimane incomprensibile è che quest’arpia è sposata con un vero signore, un uomo gentilissimo che ogni volta che mi incontra in giardino con le borse della spesa che annaspo a cercare le chiavi nella borsa si precipita ad aprirmi la porta d’ingresso. Mah, misteri della vita!

Purtroppo il mio problema è che, quasi sempre quando una persona di dimostra cattiva e/o prepotente con me, ingoio il boccone amaro e le parole che vorrei sputarle in faccia mi muoiono in gola, lasciandomi li’ muta e ancora più incavolata perchè non riesco a rispondere a tono. Dopodiche esplodo quando sono sola o con MA, poverino, che deve sorbirsi i miei tardivi improperi!

C’ è poi la stronza di fronte, che abita appunto di fronte a noi, una vecchia sui 70 anni abbondanti, che quando siamo arrivati qui, sempre nel periodo del trasloco, è venuta a suonare alla porta per lamentarsi del fatto che l’operaio che ci stava montando la cucina aveva lasciato delle tracce di polvere e segatura sulla moquette del pianerottolo. Ma santa pazienza, lasciaci finire di trasportare i mobili e poi puliamo! Cosa devo fare, entrare volando? Questa qui mi saluta sempre con le labbra strette, è veramente una stronza con la S maiuscola. Una volta che l’ho incontrata in ascensore con MA, l’abbiamo salutata, io (che quando parlo con gli altri ho sempre una voce calma e non tanto forte) le ho detto “Bonjour” anche se non se lo meritava, ma siccome questa è sorda (o semplicemente per rompere le scatole per l’ennesima volta) forse non ha sentito che l’ho salutata e mi ha lanciato uno sguardo di fuoco dicendomi:”Si dice BUONGIORNO Madame!”. Ma vaff… va!

C’era poi l’impiccione, un signore anziano, che ora è deceduto (pace all’anima sua) e che aveva anche il ruolo di amministratore di condominio. Questo qui ogni volta che ci incontrava non si faceva mai i cavoli suoi. Quando il mobilificio ci ha portato il divano, che non passava per le scale nè in ascensore e quindi lo hanno fatto entrare dal balcone del salotto, questo qui si è piazzato di sotto in cortile a chiedere a MA cosa stavamo facendo. Un’altra volta, incrociandoci in ingresso che recuperavamo la posta, ha allungato la testa e ha visto con i suoi occhietti da impiccione che avevamo ricevuto la cartella delle tasse e ha lanciato li’ una frase del tipo:”Ah quante imposte ci fanno pagare!”. Ma se tu ricevi gli esiti della colonscopia per posta io non ti vengo a dire:”Ahh che dolore quando ti infilano il tubo nel sedere!”. Ed infine, un sabato sera, è venuto a bussarci a casa dicendo che si sentiva odore di barbecue e se avevamo acceso la griglia in balcone perchè è vietato! Il mio diniego non è stato sufficiente ed è voluto entrare in casa per controllare, io l’ho bloccato in ingresso dicendo che comunque stavamo uscendo a cena e poi a me la carne alla griglia manco piace! Ma che caspita! E anche io, dovrei smetterla di dare giustificazioni a gente che non si merita manco una risposta.

Infine, abbiamo una coppia di pazzi di fianco a noi, questi non sono rompiballe ma solo pazzi. Hanno sui 50 anni abbondanti, vivono in un monolocale, con un gatto abnorme, inquietante quanto i suoi padroni. Fumano come ciminiere e siccome il loro appartamento è minuscolo, la sera aprono la porta d’ingresso per far uscire i vapori di sigaretta e noi li sentiamo fino in casa nostra, con porte e finestre chiuse. Una volta li ho pure beccati che passavano l’aspirapolvere in casa attaccandolo alla presa di corrente del pianerottolo per risparmiare energia elettrica probabilmente. Entrambi hanno lo sguardo da spiritati come direbbe mia nonna, spesso con gli occhi arrossati che inducono a pensare a qualche biccherino di troppo. Succede a volte che lui si mette a urlare come un pazzo, non si capisce cosa dica e se ce l’abbia con lei o se stia solamente dando i numeri. So solo che fa rizzare i capelli e MA lo chiama “deranged” ‘traduzione maccheronica inglese di “derangé” che in francese vuol dire “spostato”).

Mancherebbe poi all’appello la nostra gardienne, che incarna poi il cliché tipico della portinaia parigina: di origine portoghese, bassa, poco attraente e cicciottella, sempre con la faccia scorbutica, ti saluta a seconda delle sue lune, ma quando ce l’ha buona non è tanto meglio perchè se ti ferma a parlare non ti molla più. Uno dei primi giorni MA era uscito per andare in garage per una cosa di pochi minuti e io non lo vedevo tornare e mi ero preoccupata. Era stato bloccato da Maria, la gardienne appunto, che ti sciorina tutte le lamentele sui vari inquilini del palazzo. Una delle prime cose che ci ha detto quando ci siamo trasferiti è stato che lei fa anche la babysitter e che se abbiamo bisogno per i futuri bambini possiamo chiedere a lei. E fino a qualche mese fa mi chiedeva sempre:” E allora questi figli?”. Ora ha smesso di porre la domanda, forse si è stancata pure lei di aspettare e non ci crede più!

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